Allarme caldo e caro-carburante. Si lavora a 40 gradi, si dorme sui cartoni, i turisti calano ma non sono mai troppo pochi. La Firenze sui giornali di mercoledì 12 agosto

GERMOGLI PH 20 AGOSTO 20112 FIRENZE PIAZZALE MICHELANGELO VISTA SU FIRENZE SOTTO L ' AFA DELL ' ESTATE CALDO RAGAZZA CHE BEVE ACQUA ALTE TEMPERATURE (3)

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Una giornata di allarmi, non del tutto infondati a dire il vero, quella che ci fa scollinare l’ultima settimana prima di Ferragosto. Mentre verso Arezzo si sono visti benzinai costretti a dormire sui cartoni e mangiare per terra a causa di un «contratto “pirata”» imposto dalla nuova società gestrice, la Tiger, che ha tagliato gli stipendi di 500€, tolto la quattordicesima e peggiorato le condizioni di lavoro di quelli che ora sono operatori prettamente stranieri e immigrati, dopo l’ovvio abbandono da parte dei predecessori nostri connazionali. La testata che ha riportato questa scandalosa notizia, ovvero il Corriere Fiorentino, ha effettuato altresì un’inchiesta tra gli operai costretti a lavorare sotto il sole a 40 gradi, da piazza Beccaria a Torregalli: qui è stato scoperto un sistema “a macchia di leopardo” per cui c’è chi si ferma alle 12 e chi fa solo un’ora di pausa, molti dei quali senza alcun riparo all’ombra (le tende, promesse da giorni, ancora non sono arrivate). Analogamente, La Nazione Firenze ha spedito una propria cronista ad aggirarsi tra i turisti in piazza Duomo, che la stessa redazione, concordemente con La Repubblica Firenze, ha detto, basandosi sui dati del CST, essere in calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; tra cibo scadente e carissimo (gelato chimico a 12€, pizzetta e cappuccino a 14), code sterminate e gente accasciata sui gradini della Loggia dei Lanzi e a mangiare sotto le statue, non le è mancato neppure il furto del portafoglio, di cui i cronisti si sono accorti solo al rientro in sede. Non è sfuggito, ai loro colleghi, neppure il persistere dell’afa nei musei civici, dove insufficienti sono le misure sin qui adottate. Le proposte dei sindacati? Installazione di sensori di rilevamento della temperatura, distributori di acqua e schermature solari alle finestre, rimodulazione delle visite in estate, maggior turnazione di personale e chiusura pomeridiana in caso di emergenza, nonché valorizzazione dei musei più climatizzati, come il Bardini e il Novecento. Oltre a questa problematica, ha fatto ritorno anche il villaggio abusivo nel parco del Mensola, peraltro nel primo anniversario dello sgombero, come ricorda La Repubblica Firenze. Tale lo stato delle cose nella nostra città: o le questioni riemergono dopo la loro iniziale sepoltura sotto il tappeto, oppure serve una mobilitazione costante per far cambiare rotta agli amministratori “furbetti”. Quest’ultimo è il caso del salario minimo nei bandi per i servizi agli anziani, che “guarda caso”, ora che Sinistra Progetto Comune e CGIL hanno sollevato la questione, si giura e si spergiura, «resterà», venendo garantito, promettono per bocca dell’assessore Danti, «in sede di contrattazione con l’aggiudicatario». La prima, contemporaneamente, tramite il consigliere Palagi citato dal Corriere Fiorentino, ha sottolineato che i 10 milioni stanziati dalla Regione per abbattere le liste di attesa nelle RSA non hanno fatto vedere i loro effetti nella nostra città, dove vi sono inserite 206 persone senza che si sia ancora liberato un solo posto. Posto che invece c’è, anche troppo, nell’ex garage di via Santa Maria di proprietà dell’ASP Montedomini, affittato nel 2017 a una cooperativa femminile che vi realizzò una libreria per la quale, però, col Covid non poté più pagare, venendo così requisita nel 2022 e a tutt’oggi lasciata vuota. Sarà un Ferragosto rovente anche per la multiutility, l’altra questione che tiene banco nella politica cittadina e non solo, laddove la proposta dell’assessore regionale Barontini (M5S) di un tavolo sull’argomento ha propiziato un articolo generale de La Nazione Prato sul suo stato di cose e le prospettive tutt’altro che rosee della sua gestione e dei suoi vertici. Come abbiamo aperto, chiudiamo con l’allarme lanciato dall’ANPAS per il caro-carburante, che ha visto picchi del 30% in un quadro in cui a essere messa in dubbio, per La Repubblica Firenze, non è la tenuta dei servizi ma la loro «sostenibilità economica», che infatti ha già iniziato a ripercuotersi sui rimborsi, sempre più a singhiozzo. È così che, nella Toscana gianiana, pure il volontariato diventa un lusso. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli