Palagi: “519 interventi in meno di due anni, tre contratti separati senza coordinamento e nessun dato sull’impatto nelle acque reflue”
“Ancora blatte a Firenze, ancora articoli di cronaca sulle infestazioni nonostante l’intensificazione degli interventi. 519 in meno di due anni – 339 nel 2024, 170 nel solo primo semestre 2025 – concentrati su fognature, caditoie e reti di scolo. La Giunta invoca il cambiamento climatico, ma il cambiamento climatico non spiega la mancanza di un approccio integrato. Gli atti lo documentano: tre contratti separati, tre gestori potenzialmente diversi, tre direzioni comunali distinte attivi simultaneamente per la stessa problematica: DD 02129/2025 (Alia spa, territorio), DD 09871/2025 (strutture educative, dicembre 2025), DD 09408/2025 (Archimede Cooperativa, aree non stradali 2026-2028). Il precedente accordo quadro unitario con Alia – DD 736/2021 – non ci risulta essere stato rinnovato: al posto di un unico strumento di coordinamento, il Comune ha scelto di frammentare“.
Questo l’intervento del consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune.
“C’è poi una dimensione che nessuno ha ancora affrontato – aggiunge -: i piretroidi sintetici usati nelle fognature entrano direttamente nelle acque reflue e la letteratura scientifica internazionale documenta che dopo il trattamento secondario nei depuratori una quota rimane nell’effluente, superando le soglie di tossicità per organismi acquatici. Nessun dato pubblico attesta che il Comune monitorizzerebbe le concentrazioni di biocidi nelle acque reflue: nel frattempo, studi su Blattella germanica documentano tassi di sopravvivenza agli spray superiori all’80%. Aumentare i trattamenti con prodotti cui gli insetti sono già resistenti significa caricare l’ambiente senza risultati proporzionali”.
“Esiste un’alternativa già sperimentata: il progetto europeo LIFE BIOREPEM (2020-2024), realizzato con ISPRA a Fiumicino e Francavilla a Mare, ha dimostrato che è possibile gestire gli infestanti senza biocidi massivi, con 7.300 ispezioni certificate, zero chiusure di edifici e riduzione documentata. La piattaforma digitale è gratuita per i comuni italiani e i Criteri Ambientali Minimi per gli appalti di pest management esistono già”.
“Abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere quali principi attivi vengano usati dai tre gestori, se vengano monitorati i biocidi nelle acque reflue, come sia garantito il coordinamento e se al prossimo rinnovo si recepiranno i CAM. Ricordiamo che una nostra mozione sul tema, la 2025/01203, è ancora ferma in attesa di essere discussa, da mesi e mesi: non possiamo permetterci un altro anno senza dati”.

