C’è un problema di democrazia e di rappresentanza quando le minoranze in Consiglio comunale non fanno – per incapacità o per scelta – le minoranze, quando non sorvegliano, non controllano e non si attivano per correggere o, talvolta, migliorare le decisioni della maggioranza. Certo, il sistema elettorale non offre grandi spazi di manovra, non può essere una scusa. A Barberino Tavarnelle manca un’opposizione all’altezza. Il Comune è stato al centro di molti nostri approfondimenti, grazie ai quali sono emerse prevaricazioni (forse reati), mosse da gruppi d’interesse. Ci saremmo aspettati un interessamento da parte delle forze di minoranza, stante anche il silenzio dell’attuale sindaco David Baroncelli (che abbiamo provato a contattare più volte); positiva l’attenzione riservata dai Carabinieri, ma è un’altra storia.
Registriamo che l’unica proposta del gruppo Pro Barberino Tavarnelle capitanato – si fa per dire – da Fabrizio Marilli, candidatosi nel 2024 in versione «il zappatore», è stata l’introduzione di una Moneta Fiscale Comunale del territorio. Al povero Giacinto Auriti saranno fischiate le orecchie? Registriamo che le forze di minoranza hanno votato a favore del bilancio presentato dalla Giunta, con un tentativo, maldestro e tardivo, di correzione a posteriori. Scarsissima attenzione al lavoro nell’Unione dei Comuni, quasi azzerata la presenza su social e giornali.
Baroncelli dorme sonni tranquilli, ma c’è poco da stare allegri. Perché di problemi ce ne sono molti e la Giunta andrebbe doverosamente incalzata e, ove possibile, portata a fare meglio. Che sia anche la prolungata assenza di forze di minoranza – elette o non – una delle cause dei problemi che abbiamo denunciato in questi mesi? Come mai la minoranza non incalza sul mirabolante progetto dell’autostrada delle acque nere? Perché non fare un depuratore a valle? Perché è stata scelta questa soluzione a fronte di un’altra meno costosa, a valle, nella zona della diga Migliorini? E sulle scuole non hanno nulla da dire i consiglieri di minoranza? Non è che quel “Pro” significa – sotto sotto – non Pro Barberino, ma Pro Baroncelli?
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