Dopo la conferenza stampa dell’ASP, Firenze Democratica contesta la ricostruzione ufficiale, denuncia nuove incongruenze sulla gestione degli immobili e punta il dito sulle responsabilità politiche dell’amministrazione comunale
La conferenza stampa convocata da Montedomini avrebbe dovuto chiudere il caso degli immobili destinati agli affitti turistici. Secondo l’opposizione, invece, ha prodotto l’effetto opposto. “Bene che il presidente di Montedomini abbia fatto chiarezza”, ha dichiarato la sindaca Sara Funaro al termine dell’incontro, annunciando anche l’intenzione di destinare alla BEI i 30 appartamenti oggi vuoti dell’ASP.
Una lettura che Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica, respinge con decisione: “In realtà, nessuna chiarezza ancora è stata fatta. Anzi, i dubbi sono aumentati”. La consigliera sottolinea come sia la sindaca sia il presidente dell’ente abbiano rifiutato l’invito della minoranza a riferire in Consiglio comunale e nella commissione controllo, rinviando ancora un confronto pubblico sulla vicenda.
Al centro della contestazione c’è innanzitutto il tentativo, definito “fantasioso”, di separare le responsabilità del Comune da quelle dell’ASP Montedomini. Per Del Re si tratta di una ricostruzione insostenibile sul piano politico e amministrativo: il sindaco nomina quattro componenti del consiglio di amministrazione, il Comune esprime pareri obbligatori sulle alienazioni del patrimonio, partecipa alle commissioni che assegnano le locazioni attraverso un membro indicato dall’assessorato al welfare e approva i regolamenti dell’ente. Elementi che, secondo la capogruppo, smentiscono la tesi della totale autonomia di Montedomini rispetto a Palazzo Vecchio.
Ma è soprattutto la gestione del patrimonio immobiliare ad alimentare lo scontro. Durante la conferenza stampa, Montedomini ha ridimensionato il fenomeno sostenendo che gli appartamenti destinati agli affitti turistici sarebbero “solo” 23, pari al 5% del patrimonio, mentre il 34% sarebbe utilizzato per finalità sociali. Una spiegazione che l’opposizione giudica insufficiente. “A noi, in realtà, pare grave che ben 23 immobili vengano usati per turisti anziché per i più bisognosi, in spregio alla missione sociale di Montedomini, ed in spregio anche alle volontà di quei cittadini che nel loro testamento li avevano donati all’ASP perché venissero dati ai più bisognosi”, afferma Del Re, che parla apertamente di un utilizzo distorto di beni pubblici.
A rendere ancora più controversa la vicenda è il caso dell’immobile di via Guelfa 83, dove nove appartamenti risultano locati a un canone di circa mille euro ciascuno, mentre, secondo le stime elaborate dall’opposizione sulla base dei prezzi praticati online e del tasso di occupazione, il soggetto privato che li gestisce attraverso Booking potrebbe ricavare circa 46 mila euro al mese, una cifra pari a circa cinque volte quanto incassato da Montedomini.
Da qui la domanda politica: perché consentire a un operatore privato di ottenere margini così elevati su immobili appartenenti a un ente con finalità sociali? Restano inoltre senza risposta, secondo Firenze Democratica, interrogativi sulla trasparenza delle procedure. Le graduatorie relative alle vendite e alle locazioni non risultano pubblicate sul sito dell’ASP e non è stato chiarito chi fosse il rappresentante indicato dall’assessore al welfare nella commissione immobili.
Un ulteriore nodo riguarda poi il caso del Codice Identificativo Nazionale associato all’immobile di via Guelfa 81. Montedomini ha spiegato che il CIN sarebbe stato richiesto all’insaputa dell’ente da un soggetto che si sarebbe qualificato come conduttore pur non avendone titolo e che, dopo aver scoperto la vicenda, starebbe valutando un esposto in Procura. Ma anche questa ricostruzione, secondo Del Re, apre nuovi interrogativi: se l’ASP ignorava l’esistenza del CIN, perché nel successivo bando era prevista la possibilità di svolgere attività ricettiva extralberghiera proprio in quell’immobile? E chi ha informato il nuovo aggiudicatario dell’esistenza di quel codice?
Sono domande che, sostiene l’opposizione, meritano approfondimenti attraverso una commissione d’inchiesta richiesta congiuntamente dai gruppi di minoranza. Sul piano politico, Del Re osserva inoltre come solo ora sindaca e presidente di Montedomini abbiano annunciato un confronto sui 30 appartamenti sfitti e sulla valorizzazione del patrimonio dell’ASP, chiedendosi se nei primi due anni di mandato non vi sia mai stato un reale coordinamento su un tema tanto strategico per l’emergenza abitativa cittadina. La riflessione si allarga infine al sistema delle nomine negli enti partecipati. Secondo la capogruppo, la vicenda confermerebbe i dubbi già espressi all’inizio della legislatura sulle scelte operate dall’amministrazione, accusata di privilegiare la continuità politica e la fedeltà rispetto all’esperienza e alle competenze richieste per guidare organismi chiamati a gestire temi delicati come casa, marginalità sociale e assistenza agli anziani. Un capitolo che, assicura Del Re, non può considerarsi chiuso e che continuerà ad alimentare il confronto politico nelle prossime settimane.

