Un nuovo passo in avanti nella maggiore autonomia dei quartieri? Questo è quanto suggerisce la «sconfitta in giudizio» (sebbene La Repubblica Firenze non dia conto di chi specificamente abbia emesso il verdetto) di Palazzo Vecchio, che la obbliga a restituire gli emolumenti ai consiglieri di quartiere e a restaurarne totalmente il pagamento, interrotto ai tempi di Renzi nel 2013. Le lungaggini imperversano invece nell’anagrafe, dove pur sapendo ormai da tempo delle scadenze per le transizioni dalla carta d’identità cartacea a quella digitale, la stessa testata ci informa dei «due mesi d’attesa» per questo semplice atto notorio, con uffici (poverini!) «sotto stress» per il suddetto termine. Stress che vive nientepopodimeno che l’arte, cuore pulsante di Firenze, ma per la quale sono stati raccolti solo 70.000€ «per restauri e ristrutturazioni»: ben lontano il milione e 300.000€ raggranellato dal 2011 a oggi, ben lungi dall’essere risolutiva l’ipotesi di «crowdfunding» e pubblicità sui cantieri formulata dall’amministrazione comunale. Se i soldi non ci sono, non ci sono: a Careggi, riporta Il Tirreno Firenze, è finito un 33enne marocchino apparentemente «rapinato» e «ferito in volto» (ma descritto come «in stato di alterazione», quindi gli inquirenti sono al lavoro per valutare l’attendibilità delle sue dichiarazioni) per molto meno. (JCM)
