Adesso Palazzo Vecchio specula pure sui morti? Le ombre sulle tariffe del crematorio di Trespiano

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Un’interrogazione di Dmijtri Palagi di Sinistra Progetto comune, e la risposta ricevuta, sollevano un sommerso di speculazione sul dolore e sul lutto

 

“Al peggio non c’è mai fine”, recita un vecchio adagio, ma la Giunta fiorentina pare aver superato anche questo limite, a ben leggere un’interrogazione e la risposta ricevuta dal consigliere Dmijtri Palagi che l’aveva presentata. Oggetto del contendere, la fattura ricevuta dal crematorio di Trespiano per una tariffa non pubblicata e applicata alle famiglie in lutto.

“Una famiglia in lutto riceve una fattura con la voce affitto sala commiato piccola mezza giornata per €75,73 + IVA. L’utilizzo effettivo della sala: circa 45 minuti, da parte di una sola persona, nell’ambito del normale avvicendamento delle cremazioni giornaliere. Nessuna comunicazione preventiva sul costo, nessun atto formale che autorizzi quella voce tariffaria.

Da questa segnalazione è nata l’interrogazione di Dmijtri Palagi, con cui ha chiesto conto alla Giunta del fondamento amministrativo di quella tariffa e delle modalità con cui viene comunicata all’utenza. La risposta dell’assessore con la delega di competenza è arrivata oggi, sollevando un ulteriore problema rispetto a quello già segnalato. “Viene precisato – sottolinea il capogruppo di SPC – che al Crematorio di Trespiano esistono due spazi distinti: una saletta gratuita al piano interrato, dove i nuclei familiari possono dare ‘un saluto di alcuni minuti’ mentre il feretro viene preparato per il forno, e una sala espositiva a pagamento, che può essere prenotata esplicitamente per ‘orientativamente fino a mezza giornata’.  Se l’utilizzo descritto nella segnalazione (45 minuti, una sola persona, avvicendamento ordinario delle cremazioni) corrisponde alla saletta gratuita, non è chiaro su quale base sia stata emessa una fattura per la sala a pagamento. La Giunta non chiarisce questo punto. La risposta conferma inoltre ciò che l’interrogazione aveva sollevato: la tariffa ‘mezza giornata’ veniva applicata pur non essendo pubblicata nel tariffario online del Crematorio di Firenze SpA. Solo ora (a seguito dell’interrogazione) è stato chiesto al gestore di inserirla nel sito.  La risposta della Giunta è un’ammissione implicita del problema. Si dice che la tariffa esiste, che viene comunicata annualmente in sede di adeguamento Istat e che spesso l’informazione passa attraverso le imprese funebri. Ma questo non è trasparenza: è un meccanismo opaco, che scarica sull’intermediario privato l’obbligo di informare una famiglia nel momento di massima vulnerabilità.”

Rimangono senza risposta i nodi principali, sottolinea il consigliere: Non è stato indicato alcun atto formale (delibera di Giunta, determina dirigenziale, clausola del contratto di concessione) che autorizzi la tariffa frazionata… Come Sinistra Progetto Comune – conclude Palagi – continueremo a monitorare l’effettivo aggiornamento del tariffario pubblico e ci riserviamo di valutare ulteriori iniziative consiliari per verificare che il contratto di concessione preveda meccanismi di controllo adeguati, che la distinzione tra saletta gratuita e sala a pagamento sia applicata correttamente e che tutte le voci fatturate siano fondate su atti formali accessibili prima dell’erogazione del servizio.”

Rimane la perplessità del tentativo, forse, di speculare anche sui morti. Sarebbe davvero un altro bruttissimo momento della storia fiorentina, emerso grazie al lavoro del consigliere Palagi.