Un altro omicidio in carcere a Prato, il caso Montedomini sbarca ad Arezzo, rivolta degli inquilini alle Quinte. Riforestazione? Non ci sono gli alberi. La Firenze sui giornali di venerdì 7 agosto

GERMOGLI PH: 14 GENNAIO 2018 FIRENZE VEDUTE AEREE CAREGGI CASE POPOLARI DI VIA NICCOLO' DA TOLENTINO

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Torna prepotentemente alla ribalta la questione carceraria, rinfrescata da un nuovo scorrere di sangue, questa volta alla Dogaia di Prato: secondo La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, un trentenne appena arrivato è stato ucciso in una rissa con altri detenuti, forse per essersi rifiutato di eseguire degli “ordini”. La Nazione Firenze offre una panoramica generale, informando del raggiungimento della stessa quota di omicidi, due tra luglio e agosto, del 2024; alti sono anche i numeri dei suicidi, tra «sovraffollamento, caldo e lancio di droga». Tutta d’accordo, a favor di telecamera, la politica: per il PD si tratta di una «situazione indegna», Fratelli d’Italia concorda parlando di «emergenza da risolvere» ed entrambi esortano il ministro Nordio a venire a sincerarsene di persona. A settembre, per il momento, è prevista un’ispezione a cura di Forza Italia. Al di qua dalle sbarre, la criminalità non demorde: sempre La Nazione Firenze ha contato 223 spaccate dal settembre 2024 solo nell’area di piazza Vittorio Veneto nonostante la «zona rossa»: «La piaga sta tornando», confessano, inquieti, i residenti. Emergenza anche sul fronte rifiuti, come apprendiamo da La Repubblica Firenze a proposito delle crescenti opposizioni all’inceneritore di Montale e all’ossicombustore a Peccioli, capitanate da AVS e M5S. Stesso clima che si respira alle Quinte in via Niccolò da Tolentino, i cui residenti sono sul piede di guerra per la messa all’asta dei 140 alloggi che «potrebbero presto perdere il vincolo eterno dell’affitto basso» per il fallimento della ditta che li ha costruiti e la loro susseguente rilevazione da parte di un privato. L’articolo della medesima testata si chiude con una nota sul presidio organizzato dal Comitato Salviamo Firenze sotto la sede di Casa SPA al grido: «Paccosi dimettiti». Vi si è soffermato più diffusamente il Corriere Fiorentino, concentrandosi però sul caso del Villino Ogier in viale Galileo, che per quasi 50 anni è stato una casa d’accoglienza per donne disabili e nel 2025 si è trovato al centro di un documento in cui l’ASP Montedomini chiedeva a un legale della possibilità di «abbattere il vincolo di destinazione indicato in testamento da un donatore, per alienare a un prezzo di mercato un immobile di lusso». Da parte sua, il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha scoperto che in via dell’Albero 10, con la stessa misteriosità, un’insegna indicante un B&B è scomparsa e ricomparsa in questi giorni. Di più si viene a sapere anche sulle oscure società che hanno operato nei bandi promossi dall’ASP: la Siamo SRL, che abbiamo citato pochi giorni fa, risulta avere sede ad Arezzo, possedere un capitale sociale da 10.000€ e un consiglio di amministrazione composto da due soli soci: Luca Marchi e Melania Medori, affiancati da Giorgio Polcri che detiene, sempre secondo la sezione locale de La Nazione, il 49% delle quote della società, aggiudicatasi, da parte sua, gli immobili di via Guelfa 83 nel giro di una sola settimana dalla sua stessa fondazione. Gli affari vanno a vele tutt’altro che gonfie, invece, per i Frescobaldi. Intervistato il presidente dell’Unione Vini, Lamberto, il Corriere Fiorentino ha messo al corrente i lettori di «un’annata e mezzo di vino invenduto», tra i tagli effettuati dai consorzi e i rischi che ciò rappresenta per i piccoli produttori: per citare un dato, «oggi un ettolitro di Chianti classico vale il 30% in meno del pre-Covid», mentre la Regione avrebbe approvato la «riduzione delle rese» da essi richiesta, e che ammonterà a circa il 20%. Inevitabile la constatazione del suddetto in base alla quale «per alcuni produrre non è più sostenibile» e il suo monito concernente i pericoli delle estirpazioni, pur «inevitabili». Nel settore vivaistico, al netto del gran parlare che si fa della «riforestazione urbana», cristallina è l’ammissione della mancanza degli alberi, che si estenderà al prossimo decennio ed è causa, secondo il prof. Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura all’UniFi, e il responsabile comunicazione dell’Associazione Vivaisti Italiani, Nicolò Begliomini, del mancato investimento nei vivai pubblici a fronte delle prenotazioni già programmate in quelli privati. Arride invece una vittoria ai fattorini, sullo sfondo dell’afa di questi giorni: La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze danno notizia della firma dell’accordo tra FILT CGIL, FILT CISL e Just Eat, che include un monitoraggio quotidiano delle condizioni climatiche, l’esclusione dei corrieri in bicicletta muscolare nelle fasce orarie più calde, un’estensione generale delle tutele, una riprogrammazione dei turni, pause retribuite e strumenti di prevenzione. Ne rimangono esclusi, speriamo ancora per poco, i colleghi di Glovo e Deliveroo. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli