E sulla Pistoiese-Rosselli ARPAT ha ravvisato criticità ambientali e idrauliche.
«Abbiamo depositato in Consiglio comunale una mozione per il riacquisto pubblico dell’area ex OGR di Porta al Prato. Dopo l’adesione alla petizione “Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex OGR”, promossa da Salviamo Firenze X Viverci, e dopo le assemblee cittadine del 28 maggio al Teatro Puccini e del 30 giugno a Palazzo Grifoni, mettiamo nero su bianco una proposta istituzionale: che la Sindaca e la Giunta si attivino per riportare questi otto ettari alla proprietà pubblica. L’area proviene interamente da patrimonio pubblico (Demanio granducale prima, Ferrovie dello Stato poi) ma nel febbraio 2023 FS Sistemi Urbani ha ceduto circa 80.000 metri quadrati alla società Flora Development, riconducibile al fondo lussemburghese Ginkgo, per un corrispettivo che la stampa ha indicato in circa 10 milioni di euro. Nella precedente consiliatura avevamo proposto di esercitare il diritto di prelazione ma non avevamo trovato disponibilità neppure al confronto da parte della maggioranza».
Così Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, e Francesca Lupo, consigliere al Q1, a pochi giorni dalla presentazione della petizione a Palazzo Budini Gattai.
«La previsione urbanistica vigente consente circa 42.000 metri quadrati di nuova edificazione, in larga parte residenze di fascia alta e usi turistico-ricettivi, e le demolizioni sono partite nel 2024 – proseguono Palagi e Lupo -. In una città già segnata da pressione turistica, aumento dei canoni ed espulsione della residenza, inserire anche l’ex OGR nella stessa traiettoria significa aggravare squilibri evidenti: il Parco delle Cascine non può diventare la cornice paesaggistica della rendita».
«E non è un’utopia – incalzano gli esponenti di Sinistra Progetto Comune -. Le Officine Grandi Riparazioni di Torino, complesso ferroviario del tutto analogo, acquisite nel 2013 e riaperte nel 2017, sono oggi un centro di produzione culturale di rilievo internazionale; Napoli ha riconosciuto l’uso civico e collettivo dell’ex Asilo Filangieri. La questione del patrimonio pubblico ceduto al mercato ha carattere nazionale, e le città che hanno scelto la via pubblica dimostrano che è percorribile».
Con la mozione, Sinistra Progetto Comune chiede anche di «rinunciare al tratto finale della strada di scorrimento Pistoiese-Rosselli, da via delle Cascine a Porta al Prato, che secondo quanto dichiarato dalla stessa Giunta in Consiglio nel gennaio 2024 sarebbe a carico dell’operatore privato dell’area, un’opera funzionale alla valorizzazione immobiliare più che a un reale interesse pubblico di mobilità. ARPAT ne ha evidenziato le criticità ambientali e idrauliche, e la nuova tramvia 4.1 Leopolda-Piagge garantirà già il collegamento pubblico. Le risorse regionali connesse, quantificate dalla stampa nell’ordine di 30 milioni di euro, andrebbero destinate al trasporto pubblico, alla sicurezza idraulica e al recupero ambientale».
«Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di avviare un percorso per il riacquisto (a partire da uno studio di fattibilità economico-giuridica, valutando trattativa diretta, permuta, eventuali diritti di prelazione e risorse regionali, statali ed europee) e – la richiesta – di sospendere nel frattempo ogni atto comunale che renda irreversibile l’edificazione privata. In caso di ritorno al pubblico, l’area va destinata a recupero ambientale, verde e usi culturali e collettivi, come estensione attrezzata delle Cascine, valutando le proposte del percorso cittadino, tra cui quella di un “Forum della Cultura”. Chiediamo infine un processo partecipativo strutturato, a partire da assemblee di quartiere, e una clausola sociale a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nelle trasformazioni. Firenze può lasciare uno dei suoi ultimi grandi spazi alla rendita o riprenderselo. Noi sappiamo da che parte stare».
