Multiutility organizzata in modo privatistico. Sinistra Progetto Comune chiede l’intervento della Giunta.
«Questa mattina, nella giornata di sciopero proclamato in modo unitario da più organizzazioni sindacali, alcune decine di lavoratrici e lavoratori di Alia Plures erano presenti sotto Palazzo Vecchio, a un presidio organizzato dai Cobas sotto Palazzo Vecchio. Eravamo lì, al loro fianco. E durante il presidio abbiamo preso atto di un primo risultato concreto ottenuto: una delegazione è stata ricevuta in Palazzo Vecchio dall’Assessore con delega al Lavoro Dario Danti e dal Presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione. Non era scontato, ed è bene che sia accaduto. Ma l’ascolto è un inizio, non un punto d’arrivo».
Così Leonardo Masi, Buongiorno Empoli, e Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune.
«Le condizioni denunciate sono note: turni comunicati all’ultimo momento, con una programmazione saltata da mesi anche a causa di una digitalizzazione dai costi opachi; carichi di lavoro non omogenei, in particolare sul porta a porta; buoni pasto riconosciuti ad alcuni e non ad altri; il rispetto tassativo del protocollo caldo, che in queste settimane è tutt’altro che un dettaglio; ordini di servizio unilaterali che incidono su Legge 104, part-time e congedi. Non sono rivendicazioni astratte: è la descrizione quotidiana di un lavoro che non rispetta la dignità di chi lo svolge», aggiungono.
«A questo si aggiunge quanto accade nell’Empolese Valdelsa, dove la ripresa in gestione dell’appalto del porta a porta (prima affidato a due cooperative) è avvenuta senza risorse e senza una formazione adeguata del personale – ricordano -. Il risultato lo vedono cittadine e cittadini: rifiuti non ritirati e una tariffa che continua a salire. Quando un servizio pubblico essenziale viene riorganizzato scaricando i costi sulle spalle di chi sta più in basso nella gerarchia aziendale, il problema smette di essere “interno” e diventa politico: gli appalti al ribasso e l’esternalizzazione non fanno sparire il lavoro necessario, lo rendono soltanto più povero e più ricattabile. Si sono già verificati episodi di aggressione da parte dell’utenza esasperata per i problemi vissuti, come avviene anche in ambito sanitario e del trasporto pubblico locale (ma in generale si può estendere a chiunque lavora al pubblico, in una società dove i servizi sono sempre più smantellati dal sistema politico)».
«È qui il punto che ripetiamo da mesi, dati di bilancio alla mano – affondano -: Alia Plures è una multiutility interamente pubblica, ma organizzata in forma privatistica, con poteri accentrati in strutture manageriali sottratte al controllo democratico. Una dirigenza che non risponde direttamente né a chi lavora né alle assemblee elette rischia di orientare le proprie scelte su logiche di risparmio incompatibili con la natura pubblica del servizio. E Firenze non è un socio qualsiasi: è il primo azionista, con il 36,8% del capitale. Non può limitarsi a esprimere “fiducia negli organi di amministrazione e controllo” mentre nelle case arriva il bollettino della tariffa rifiuti (TARI a Firenze, TARIC in alcuni territori dell’Empolese) con aumenti che non risultano destinati a migliorare né il servizio né le condizioni di chi lo garantisce».
«Lo scriviamo nel giorno in cui, in tutta la Toscana, si è tenuto anche lo sciopero regionale dell’industria e del manifatturiero promosso da CGIL, CISL e UIL. È lo stesso mondo del lavoro che paga il prezzo di una crisi strutturale a cui, finora, si è risposto sostenendo le proprietà delle aziende senza vincolare le risorse pubbliche agli investimenti produttivi e alla tutela dell’occupazione. Chi sta in basso paga sempre di più; chi sta in alto, sempre di meno. Per questo l’audizione di oggi non ci basta come gesto simbolico. Chiediamo che la Sindaca e la Giunta esercitino fino in fondo il ruolo di Firenze come socia di riferimento, in accordo con Empoli e gli altri soci: che portino la vertenza in Consiglio comunale, che richiamino la dirigenza al rispetto dei diritti di chi lavora, che leghino ogni scelta sulla tariffa alla qualità del servizio e alla dignità del lavoro. Chi difende le lavoratrici e i lavoratori difende anche le cittadine e i cittadini», concludono.
«I problemi derivano dalla riorganizzazione delle direzioni aziendali ma si ripercuotono sul servizio con turni massacranti e carichi di lavoro eccessivi con una programmazione del lavoro sballata che rende impossibile conciliare il lavoro con la vita privata», ha detto invece a Novaradio il rappresentante Cobas Lavoro Privato Alessandro Giacomini.



