Quasi 400 milioni di euro di disavanzo. Superato il deficit dello scorso anno.
La Regione Toscana assicura di essere al lavoro per individuare misure di contenimento della spesa.
I conti della sanità toscana confermano un disavanzo che, secondo le prime stime, oscilla tra i 370 e i 400 milioni di euro. Si tratta di un dato superiore a quello registrato lo scorso anno, quando la Regione riuscì a chiudere il bilancio in pareggio grazie a risorse aggiuntive e agli introiti derivanti dall’aumento dell’Irpef. Quest’anno, invece, il dato preliminare supera già il risultato finale dell’anno precedente.
L’incremento dei costi del personale (100 milioni), delle bollette energetiche (40 milioni) e dell’inflazione continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario regionale. Lo ha confermato anche l’assessora Monia Monni, spiegando che le risorse ottenute con l’aumento dell’Irpef sono servite, di fatto, a coprire l’aumento del costo del personale (circa 100 milioni di euro) e il rincaro della spesa energetica delle Aziende sanitarie (circa 40 milioni di euro). A pesare sono anche i costi della spesa farmaceutica, destinati a crescere ulteriormente con l’introduzione di nuovi farmaci ad alto costo.
Nonostante il quadro, la Regione guarda con ottimismo ai prossimi mesi e assicura di essere al lavoro per individuare risparmi senza compromettere la qualità dei servizi e dell’assistenza.
Come intenda raggiungere questo obiettivo non è ancora stato chiarito. Nel frattempo è attesa la nomina di un nuovo direttore dell’assessorato alla Sanità, che prenderà il posto di Federico Gelli, destinato alla guida dell’ospedale Meyer.
Una figura il cui stipendio, è bene ricordarlo, inciderà anch’esso sulla spesa regionale ma che, secondo il presidente Eugenio Giani e l’assessora Monni, avrà il compito di contribuire al riequilibrio dei conti e di avviare il percorso di riorganizzazione del sistema sanitario toscano. Resta difficile immaginare come sarà possibile riportare in equilibrio i conti della sanità toscana senza incidere sulla qualità dell’assistenza.
Anche perché, finora, la Regione ha continuato a descrivere un sistema in buona salute, indicando nelle Case della Comunità uno dei principali punti di forza della riorganizzazione dell’assistenza territoriale.


