Franchi, Sabatini all’attacco: «Comune senza rotta, costi in continua crescita e trasparenza negata»

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Il consigliere chiede la pubblicazione immediata del costo aggiornato dell’intervento, delle riserve dell’appaltatore, delle coperture finanziarie e di un cronoprogramma che sia credibile

 

A riaccendere la polemica sul Franchi è la delibera n. 288 del 24 luglio, che secondo Massimo Sabatini della Lista civica Eike Schmidt rappresenta l’ennesimo cambio di direzione di Palazzo Vecchio nella gestione del complesso intervento di restauro dell’impianto. «La delibera n. 288 del 24 luglio conferma che sullo stadio Franchi la Giunta comunale continua a cambiare strada senza avere una strategia chiara», afferma Sabatini, ricostruendo un percorso segnato da continui ripensamenti: dal confronto iniziale sull’ipotesi di affidare il nuovo stadio alla Fiorentina, come richiesto dal presidente Rocco Commisso, alla scelta di procedere con il restauro dell’impianto storico attraverso un primo lotto di lavori, fino ai più recenti cambiamenti nelle procedure previste dal decreto legislativo 38/2021.

Secondo Sabatini, prima l’amministrazione avrebbe puntato sul coinvolgimento diretto di ACF Fiorentina, poi avrebbe abbandonato quella strada per percorrerne un’altra e infine, con l’ultima delibera, avrebbe prospettato la possibilità di finanziare integralmente l’opera con risorse pubbliche, pur incaricando contestualmente gli uffici di reperire tali fondi: «È una contraddizione evidente, un procedere a zig-zag, che oramai è diventato caratteristica costante dei lavori dello stadio», sostiene. Per l’esponente dell’opposizione, l’incertezza amministrativa si traduce inevitabilmente in un aggravio dei tempi e dei costi: «Questo modo di procedere allunga i tempi, moltiplica le varianti e fa lievitare continuamente i costi. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, i tifosi e la stessa ACF Fiorentina, costretti a convivere con un cantiere senza una prospettiva certa e con disagi destinati a prolungarsi».

Sabatini precisa di non mettere in discussione il diritto della società viola a presentare una propria proposta, ma ritiene che il nodo centrale riguardi la capacità del Comune di indicare con chiarezza quale soluzione sia realmente sostenibile sotto il profilo economico. «La Fiorentina ha tutto il diritto di presentare la propria proposta. Il problema è il Comune, che non ha ancora chiarito quale soluzione sia davvero più conveniente, quanto costerà il completamento, da dove arriveranno i soldi e quali ulteriori oneri ricadranno sui fiorentini e quanto sui contribuenti italiani».

Le critiche investono anche l’aspetto progettuale. «A fronte di una spesa pubblica sempre più alta, non è neppure assicurato un risultato architettonico all’altezza del Franchi, di Pier Luigi Nervi e di Firenze. Quei piloni nel mezzo nel 2026 non si possono vedere, e oscurano 1000 posti! Si accumulano costi e ritardi, ma manca ancora una soluzione capace di garantire insieme funzionalità, qualità architettonica e rispetto del valore storico dello stadio».

Sul fronte della trasparenza, il consigliere denuncia inoltre il mancato accesso a documentazione ritenuta essenziale per valutare l’andamento dell’opera. «Dal 5 giugno sono ancora in attesa di ricevere il testo integrale delle riserve presentate dall’appaltatore per chiedere ulteriori somme. Il Comune proclama trasparenza, ma continua a non consegnare a un consigliere comunale i documenti indispensabili per capire quanti altri soldi siano stati richiesti, per quali ragioni e con quali possibili conseguenze sul costo finale dell’opera». Da qui la richiesta rivolta direttamente alla Giunta: «La Giunta renda immediatamente pubblici il costo aggiornato del Franchi, le riserve dell’appaltatore, le fonti di finanziamento e un cronoprogramma credibile. Dopo anni di annunci e cambi di direzione, Firenze ha diritto alla verità: quanto costerà davvero lo stadio, quando sarà concluso e chi risponderà dei ritardi e dell’aumento continuo della spesa».

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