Il Montedomini-gate causa una frattura anche dentro il M5S, ma in realtà dietro c’è Grillo e DiBa

deblasi

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Lo scandalo Montedomini che sta scuotendo la politica fiorentina sta facendo deflagrare le frizioni anche fra i pentastellati (un po’ dentro, un po’ fuori il Campo largo).

 

Già all’indomani dello scoperchiamento del “pentolone” Montedomini si erano registrate le prime frizioni all’interno del Movimento 5 Stelle. Quelle tensioni sembrano essersi trasformate in una vera e propria crisi politica, come emerge dal comunicato diffuso dall’ex candidato sindaco ed ex consigliere comunale Roberto De Blasi, che torna a puntare il dito, con toni ancora più duri, contro i rappresentanti del Movimento in Toscana: Lorenzo Masi in Consiglio comunale a Firenze, Luca Rossi Romanelli in Consiglio regionale e il deputato Andrea Quartini a Roma, accusati, a suo dire, di non aver pronunciato una sola parola sulla vicenda Montedomini, disattendendo quella “questione morale” che ha sempre rappresentato uno dei principi fondanti del Movimento creato da Beppe Grillo.

Solo pochi giorni fa, infatti, lo stesso Grillo, intervenendo nel pieno delle difficoltà politiche di Giuseppe Conte e dell’assegnazione del simbolo del Movimento, ha accusato gli attuali vertici pentastellati di aver smarrito la propria identità e di essersi affezionati alle poltrone. C’è perfino chi ipotizza un suo ritorno sulla scena politica insieme ad Alessandro Di Battista, figura ancora molto apprezzata dalla base storica del Movimento.

La crisi che si sta consumando a Firenze è il riflesso di queste due anime contrapposte? È una domanda che sorge spontanea leggendo le parole di De Blasi che sappiamo essere un grillino della prima ora.

“Dopo il comunicato da me diffuso recentemente, sento il dovere di rilanciare alcune domande che ritengo inevitabili e che attendono ancora una risposta politica. Perché gli eletti del Movimento 5 Stelle, Luca Rossi Romanelli in Consiglio regionale, Andrea Quartini in Parlamento e Lorenzo Masi in Consiglio comunale, non hanno ancora assunto una posizione netta sulla vicenda ASP Montedomini? Per quale ragione non chiedono le dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione di Montedomini, così come da me richiesto pubblicamente e da Alleanza Verdi e Sinistra? Cosa impedisce ai nostri portavoce del M5S di esprimersi con chiarezza su una vicenda che, per la sua rilevanza pubblica, meriterebbe la massima attenzione e una presa di posizione inequivocabile? Credo che i cittadini abbiano diritto di conoscere come siano stati gestiti patrimonio pubblico, risorse e scelte amministrative all’interno di un ente nato per finalità assistenziali e sociali. Chi rappresenta il Movimento 5 Stelle ha il dovere di pretendere trasparenza, legalità e responsabilità istituzionale, senza timori e senza silenzi. Su vicende come questa non servono equilibrismi politici. Servono coraggio, chiarezza e assunzione di responsabilità. Io continuerò a porre domande e a chiedere che venga fatta piena luce nell’interesse esclusivo dei cittadini fiorentini”.