Firenze e il suo patrimonio pubblico, Sabatini: “Da Montedomini al Mercato Centrale: servono atti e criteri trasparenti”

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Dopo l’accesso agli atti su Montedomini, il dibattito si estende al Mercato Centrale: al centro della richiesta vi sono documentazione, istruttorie e controlli sulle decisioni riguardanti il patrimonio pubblico fiorentino

 

Come viene gestito il patrimonio pubblico fiorentino? Una richiesta di approfondimento che dal caso Montedomini si estende fino alla vicenda del Mercato Centrale. A lanciare il tema è Massimo Sabatini, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt, che dopo l’istanza di accesso agli atti presentata su Montedomini sostiene come il dibattito non possa limitarsi alla questione degli affitti, ma debba investire il metodo con cui vengono amministrati, valorizzati e controllati gli immobili pubblici.

«La vicenda di Montedomini, sulla quale abbiamo presentato un’istanza di accesso dopo le insoddisfacenti risposte del Presidente Frittelli, pone interrogativi che vanno oltre il tema affitti. Occorre comprendere se gestione e valorizzazione del patrimonio siano state accompagnate da inventari aggiornati, valutazioni tecniche adeguate, comparazioni e verifiche sulla congruità dei canoni. Nonché se i risultati conseguiti sono nell’interesse dell’ente».

Sabatini ricorda che l’autonomia patrimoniale e gestionale di Montedomini non esclude le responsabilità dei suoi organi né le funzioni attribuite al Comune di Firenze, chiamato a esercitare indirizzo, vigilanza e controllo, mentre il consiglio di amministrazione definisce obiettivi, programmi e decisioni sugli immobili. Da qui il collegamento con un’altra vicenda che negli anni ha alimentato il dibattito cittadino, quella relativa alla concessione degli spazi del Mercato Centrale.

Il riferimento non è casuale. La vicenda del Mercato Centrale aveva già acceso un duro confronto politico quando emerse la proroga di sette anni della concessione del piano superiore dello storico mercato di San Lorenzo, fino al 2035, senza modifica del canone annuo fissato nel 2013 (140 mila euro). La decisione, motivata dall’Amministrazione con l’esecuzione di opere di miglioria e con la realizzazione della perizia di vulnerabilità sismica dell’edificio, fu contestata dalle opposizioni che ne misero in discussione l’opportunità, la convenienza economica e la trasparenza dell’istruttoria amministrativa, chiedendo la pubblicazione di relazioni tecniche, valutazioni economiche e criteri adottati per giustificare l’estensione della concessione. Il consigliere precisa di non voler assimilare situazioni giuridicamente differenti né anticipare giudizi in assenza della documentazione completa, ma rivendica la necessità di verificare quale istruttoria tecnica, economica e giuridica abbia sostenuto quella decisione e come ne sia stata valutata la convenienza per il Comune.

Per Sabatini il punto di contatto tra le due vicende è soprattutto il metodo: quando un bene pubblico viene affidato o concesso per periodi rilevanti, deve essere possibile ricostruire con precisione chi abbia stimato gli investimenti, con quali criteri sia stata accertata la congruità delle valutazioni, quali alternative siano state prese in considerazione e in che modo siano stati bilanciati valore dell’immobile, durata del rapporto, canone e benefici riconosciuti al concessionario. Secondo il consigliere, la documentazione finora emersa nel dibattito pubblico lascia aperti interrogativi che meritano chiarimenti fondati su atti e analisi oggettive. Per questo la richiesta riguarda non solo la gestione immobiliare di Montedomini ma anche l’intero fascicolo amministrativo del Mercato Centrale, comprese relazioni tecniche, valutazioni economiche, pareri giuridici e tutti gli atti posti alla base delle decisioni adottate: «A tal proposito non servono risposte generiche. Servono documenti, motivazioni verificabili e la dimostrazione che ogni scelta sia stata assunta perseguendo il miglior interesse pubblico», conclude Sabatini, indicando trasparenza e verificabilità come elementi imprescindibili nella gestione del patrimonio della città.