Empolese-Valdelsa, 10.370 euro per i social della Protezione Civile. L’incarico a un’agenzia di Milano

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Affidamento diretto alla Bewe Srl. Niente gara. La delega è della sindaca di Cerreto Guidi Simona Rossetti.

 

Ti aspetti di trovare in bilancio motoseghe, pompe idrovore, materiali per i volontari della Protezione Civile sempre pronti a intervenire giorno e notte. E, invece, l’Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa ha scelto di investire oltre 10mila euro nella gestione dei profili Facebook e Instagram. A renderlo pubblico è il giornale Clebs

L’affidamento è stato firmato dal responsabile Ing. Alessandro Nunziati e assegnato in via diretta, senza gara, alla Bewe Srl, agenzia di comunicazione con sede in pieno centro a Milano, in piazza San Sepolcro. Motivo: importo sotto soglia e «prezzo congruo».

La delega alla Protezione Civile è in capo alla sindaca di Cerreto Guidi Simona Rossetti.

 

Cosa prevede l’incarico da 10.370 euro?

 

Il piano di lavoro presentato dall’agenzia milanese e caricato su START vale 10.370,00 euro Iva inclusa, spalmati in due anni: 5.185,00 euro per il 2026 e 5.185,00 euro per il 2027. La spesa è stata inserita sul capitolo «prestazioni di servizi vari di Protezione Civile».

Nel dettaglio il contratto prevede:

  1. Una fase di assessment iniziale e analisi di partenza;
  2. Proposte grafiche e creazione di template su Canva;
  3. Stesura di un piano editoriale limitato a soli tre mesi;
  4. Una seconda fase opzionale di affiancamento e revisione.

Obiettivi dichiarati: «rafforzamento capillare della cultura della prevenzione, coinvolgimento attivo del mondo scolastico e delle nuove generazioni, valorizzazione del volontariato locale e incremento della visibilità dei profili istituzionali».

Nessun confronto con agenzie del territorio toscano. Nessuna gara. Soldi dell’Empolese-Valdelsa che finiscono a Milano non per una raffinata campagna ma per post e grafiche, per di più Canva.

Resta da capire una cosa sola: i risultati di questa operazione come verranno misurati? E soprattutto: ce n’era davvero bisogno? Servono più i like o la prevenzione?