Palazzo del Catasto venduto: 17 anni di lavori pagati dallo Stato, ora sfratto e cambio d’uso. E il Comune non ha avuto alcun ruolo

Dmitrij Palagi (Copyright Fotocronache Germogli)

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Palagi (Sinistra Progetto Comune): «A settembre il Consiglio verifichi. Chiediamo tutela alla Soprintendenza e stop della Giunta prima di ogni assenso».

 

Diciassette anni di manutenzioni pagate dal pubblico e zero atti di Palazzo Vecchio. Ora il palazzo del Catasto di via dell’Agnolo 80 è stato venduto da Investire SGR e Catasto, ISTAT e Carabinieri NOE dovranno lasciarlo entro il 28 dicembre. A ricostruire la vicenda è Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune, che ha ottenuto 117 atti dalla Direzione Urbanistica. «A Firenze quel nome (Investire SGR) lo conosciamo: è lo stesso gestore del caso Spin Time a Roma e del progetto ex caserma Lupi di Toscana».

Dal pubblico al privato. Costruito come ex Casa Littoria «Dante Rossi» nel 1940 su progetto di Raffaello Fagnoni, l’immobile è stato conferito il 29 dicembre 2004 al Fondo Immobili Pubblici e da allora gestito da Investire SGR. «Il fondo non ha personalità giuridica, agisce solo attraverso di lei». 

A pagare i lavori è stato lo Stato: 57.260 euro per il condizionamento nel 2003, 710 euro più IVA per una parete nel 2011. Ma i permessi li dava Investire. Nella lettera del 5 aprile 2011 scriveva: «in nome e per conto della nostra mandante Investire Immobiliare SGR S.p.A… gli interventi si fanno a Vostra cura e spese».

Il 17 gennaio 2012 il Ministero ha tolto la tutela: l’immobile «non presentando interesse artistico, storico…» è diventato liberamente vendibile. Tra il 2013 e il 2016 Investire ha presentato 3 comunicazioni di lavori «in proprio, quale proprietario». Oggi via dell’Agnolo 80 non è più nel portafoglio del fondo.

A Palazzo Vecchio sarebbe arrivata anche una richiesta informale per trasformarlo da direzionale a residenziale. «Il Comune, in 17 anni, non ci risulta abbia elaborato un solo atto di governo su quell’isolato», aggiunge Palagi.

Palagi chiede che a settembre la vicenda vada in Commissione e che la Giunta usi due strumenti: la richiesta di dichiarazione di interesse culturale alla Soprintendenza, art.14 del Codice, e la verifica urbanistica su un edificio che il Comune stesso classifica in ambito A e classe 4. «Il pubblico ha fatto tutto per arrivare a questa situazione: ora decida di porre rimedio».