REAR e MUS.E insieme: chiesta chiusura in allerta rossa, data logger e biglietti per musei climatizzati.
Si è tenuta questa mattina, venerdì 14 agosto, un’assemblea congiunta dei lavoratori e delle lavoratrici della Cooperativa REAR e della Fondazione MUS.E impegnati nella sorveglianza, accoglienza e didattica nei musei civici fiorentini. L’assemblea, partecipata anche da remoto, è stata l’occasione per fare il punto sulla questione del microclima all’interno degli ambienti museali. Le rappresentanze sindacali hanno illustrato il percorso intrapreso e dal confronto sono emerse alcune proposte da portare al Comune in attesa della climatizzazione degli spazi.
Nello specifico, informa una nota, i lavoratori chiedono:
- La chiusura parziale o temporanea dei musei non climatizzati in caso di allerta rossa;
- L’installazione di data logger per monitorare oggettivamente temperatura e umidità nelle sale e verificare se le condizioni sono idonee al lavoro;
- La modifica di orari e struttura delle visite guidate per diminuire il disagio sia per i lavoratori sia per i turisti;
- Proporre biglietti ridotti e/o cumulativi per i musei già climatizzati, come Museo Bardini e Museo Novecento.
«I lavoratori hanno espresso all’unanimità la volontà di indire lo stato di agitazione», si legge nel comunicato diffuso al termine dell’incontro. La decisione matura dalla «volontà di conseguire un risultato finora disatteso nonostante le varie riunioni svolte e le tante segnalazioni, mail e pec inviate all’amministrazione».
All’assemblea era presente anche Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune. «Erano decine e decine, questa mattina, all’assemblea sindacale sui musei civici. C’erano insieme le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa REAR e quelli della Fondazione MUS.E, con la volontà di mantenere il dialogo con il personale dipendente del Comune. Tre datori di lavoro diversi, due contratti diversi, stesse sale e stesso caldo. Trovare un’azione comune, in una condizione così frammentata, non è scontato: è il risultato di un lavoro paziente, da tutelare al massimo, anche da parte di tutte le controparti politiche».
Palagi ricorda che a fine giugno MUS.E e REAR avevano scritto una lettera aperta e che il 12 gennaio il Consiglio comunale aveva impegnato la Giunta all’unanimità a risolvere le criticità climatiche «entro l’estate 2026».
«L’estate sta finendo. Nel mezzo c’è un solo atto, la determina del 27 maggio, che dispone dieci apparecchi per le postazioni di sorveglianza di Palazzo Vecchio e dichiara per tre volte di non comportare impegni di spesa e rimanda ogni intervento strutturale al Piano di Gestione 2027-2029».
Da qui le richieste: «Che nel bilancio di previsione, quello che si costruisce da settembre, l’adeguamento climatico degli spazi museali civici compaia con una cifra: un importo vero, un codice opera, un cronoprogramma, progettato insieme alla Soprintendenza, perché i vincoli si rispettano progettando e non rinviando. Che intanto una variazione al bilancio in corso copra ciò che non può aspettare dicembre».
E aggiunge: «Che nel contratto dei servizi museali, rinnovato fino al 2028, siano scritti obblighi sulle condizioni microclimatiche delle postazioni di lavoro: il Comune è il committente e può farlo, senza spendere un euro».
«Ci dispiace dover registrare che, al momento, dalla Sindaca e dalla Giunta non è arrivato alcun impegno. Ci auguriamo che arrivi presto, perché la strada per non ripetere l’errore del 12 gennaio è una sola: smettere di trattare il caldo come un’emergenza da governare con le finestre aperte. Il problema ci sarà anche quando arriverà il freddo».


