Prato: la piscina che non c’è, ma per la quale si paga un mutuo. Ipotesi danno erariale, esposto di Targetti

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E dall’esame delle carte emerge altro: «Attestato un avvio dei lavori mai avvenuto. Certificata l’eseguibilità dell’opera in 289 giorni, a fronte di un minimo tecnico di 620. Risultano spesi quasi 44 mila euro per un collegio tecnico quando l’opera era già irrealizzabile da oltre un anno».

 

Finisce in Corte dei Conti e in Procura la vicenda della nuova piscina olimpionica di Iolo. A depositare un esposto documentato è Jonathan Targetti, consigliere comunale di L’Alternativa c’è.

«Abbiamo raccolto e consegnato i fatti che emergono dagli atti. Ora tocca alla magistratura stabilire se e di chi siano le responsabilità», dice oggi Targetti.

6,5 milioni di PNRR revocati, mutuo da 9,5 milioni. L’opera doveva essere un simbolo: 16 milioni di euro di quadro economico, 6,5 milioni di contributo a fondo perduto dal PNRR, il resto coperto da mutuo. Oggi invece non c’è nessuna piscina. C’è un finanziamento europeo revocato il 30 luglio 2026, un cantiere mai davvero partito e «un buco nei conti pubblici che pagheranno i cittadini di Prato».

Secondo l’esposto, il Comune di Prato guidato da Matteo Buffoni dovrà restituire allo Stato 1,95 milioni già incassati e resta gravato da un mutuo da 9,5 milioni, in parte già immobilizzato a generare interessi passivi. «Per una piscina che non esiste».

Il vulnus alla radice: locali chimici sottoterra. Alla base del fallimento, sostiene Targetti, ci sarebbe una scelta progettuale sbagliata: collocare a oltre tre metri sottoterra i locali tecnici e i depositi di cloro, acidi e ipoclorito. In un’area con tre pozzi idropotabili e a pericolosità idraulica.

Già in fase di verifica un organo di controllo terzo avrebbe segnalato l’assenza di elaborati essenziali con una «dissociazione di responsabilità». In Conferenza dei Servizi l’azienda sanitaria ha espresso un diniego formale: locali chimici interrati senza aerazione naturale, rischio esalazioni accanto ai pozzi. Anche l’agenzia ambientale ha segnalato l’interferenza dello scavo con la falda.

«Nonostante ciò, pochi giorni dopo, il progetto viene approvato – si legge negli atti – con l’obiettivo dichiarato di non perdere il mutuo in scadenza al 31 dicembre».

Tempi impossibili e 44 mila euro per un collegio tecnico. Da lì, secondo Targetti, è stato un rincorrere l’impossibile: «Risulta attestato per iscritto un avvio dei lavori mai avvenuto. Risulta certificata l’eseguibilità dell’opera in 289 giorni, a fronte di un minimo tecnico di 620 fissato dagli stessi documenti dell’Ente. Risultano spesi quasi 44 mila euro per un collegio tecnico quando l’opera era già irrealizzabile da oltre un anno».

Nel mirino anche la Giunta: «Il sindaco Biffoni, durante tutte le riunioni di giunta in cui si è deliberato sulla piscina di Iolo, è sempre stato assente. Sia la Giunta Biffoni nel 2023 che la Giunta Bugetti hanno approvato il progetto definitivo sapendo che non ci sarebbero mai stati i tempi tecnici per finirlo».

E ora serve chiarezza. Con l’esposto si chiede alla Corte dei Conti di verificare l’eventuale danno erariale e alla Procura di valutare profili di rilevanza penale. «Abbiamo consegnato date, numeri di delibera e documenti: nulla di inventato, tutto ricavato dalle carte ufficiali».

«Non tocca a noi indicare colpevoli. Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura contabile e penale. Sarà quel lavoro, e non fantasiose indagini interne annunciate dal sindaco, a stabilire se e di chi siano le colpe».

Stoccata finale alle altre opposizioni: «L’abbiamo fatto noi. Anche stavolta da soli. A questo punto ci chiediamo quali siano le reali intenzioni degli altri partiti di opposizione. Continueremo a vigilare affinché su questa vicenda, così come su tante altre, si faccia piena luce».