L’africanizzazione di Firenze sta procedendo spedita. Non, purtroppo, nel senso della nuova decolonizzazione che sta attraversando il Continente Nero, ma soltanto per l’arretratezza delle infrastrutture e il decadimento radicale delle condizioni di vita. Già noi, seguiti con due giorni di ritardo dal Tirreno Firenze, abbiamo parlato della scandalosa vicenda del Quartiere 3, da quasi un mese senza connessione internet per una scarica elettrica che colpì l’apparato del Gelsomino il 27 luglio; nessuno si è ancora mosso nonostante il disguido abbia colpito tutti i gestori e ogni forma di attività. Come se non bastasse, La Nazione Firenze informa del programma di disinfestazione svoltosi stamani a Coverciano, sullo sfondo del terzo caso di Dengue registratosi in un mese, per via, si spiega, di «una persona che, rientrata da un viaggio in un’area tropicale, ha soggiornato nelle vicinanze delle abitazioni interessate dall’intervento» tra via del Clasio, via Salvi Cristiani e via Soldani. Un quartiere, quindi, già provato dal disastro della viabilità causato dai progetti e dai lavori per le nuove linee tranviarie, come ormai ammesso sia da La Repubblica Firenze che da La Nazione Firenze: Campo di Marte, Bellariva e Gavinana sono «sotto pressione», il Ponte da Verrazzano è un «nodo da risolvere» e i viali vanno sgomberati entro il 31 ottobre, in quello che in effetti sembra veramente un progetto demoniaco dai contorni perfetti per Halloween. Ironico ma veridico il consigliere Sabatini (Lista Schmidt), che, ripreso da La Nazione Firenze, sottolinea la «creatività» del concetto di trasparenza in merito al documento modificato ex post nella previsione di fine del pre-esercizio. Non che col trasporto “tradizionale” vada meglio: il collega Carlo Casini ha effettuato per quest’ultima testata un’inchiesta sul campo prendendo tre autobus, il 6, il 12 e il 13, il primo come scelta obbligata per l’interruzione in piazza Oberdan. Tra pasticci dell’app che non riesce a individuare correttamente l’arrivo del mezzo e mancanza di coordinazione tra i controllori che salgono due volte per verificare i biglietti degli stessi passeggeri, da via Pisana a via Lungo l’Affrico c’è voluta un’ora di viaggio, meno al ritorno col 12 dalla redazione del giornale a Monticelli, ma perché ancora non sono ricominciate le scuole. A proposito di autobus, è oggi che si terrà il presidio di protesta degli autisti contro le aggressioni, una delle quali si è verificata proprio ieri ad Arezzo, quando una ragazzina senza biglietto ha chiamato un parente che, mettendosi di traverso con la bicicletta, è salito a bordo e ha malmenato il conducente. I sindacati, ci rinfreschiamo la memoria grazie a La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze (che dà conto anche dei 130.000 «furbetti» multati in tutto il 2025, dei quali però, proprio in quanto «furbetti», solo il 50% ha effettivamente pagato) e Il Tirreno Firenze, chiedono l’applicazione integrale dei protocolli di sicurezza e hanno annunciato un altro sciopero il 15 settembre, giorno di riapertura delle scuole, così da far sentire ancor più l’urgenza della soluzione del problema: se facessero così anche le forze dell’ordine, che vivono problemi analoghi, forse qualcos’altro e in più cambierebbe. Restando in tema circolazione, si associa, agli allarmi per il caos, anche la FIAB, esortando a «dividere le ciclabili» dal marciapiede tra piazza della Libertà e il Lungarno della Zecca, onde evitare «rischi per tutti». Stranamente, solo ora arriva un appello, firmato Antonello Alici, architetto e presidente dell’Associazione italiana per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni, su La Repubblica Firenze, a «fermare i lavori all’Artemio Franchi» in quanto lo stadio «non è nato per ospitare flussi eccessivi», oltre al danno al valore artistico e architettonico dell’opera, paragonata al Flaminio di Roma. Tanta è l’indeterminatezza causata da scelte disordinate che neppure Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze riescono a mettersi d’accordo sull’entità delle 576 domande d’apertura di dehors in centro: «in calo» per il primo, un «boom» per il secondo, sebbene siano 90 in meno delle licenze attuali; La Nazione Firenze propende più per la seconda ipotesi, limitandosi però ad analizzare l’area, appunto, del centro storico, per la quale «fa il pieno» (576 su 828 effettivamente è una percentuale cospicua, ma parlare di «pieno» è forse esagerato), ammettendo però una «flessione del 7%» rispetto all’anno scorso. Contemporaneamente, la firenzina degli aperitivini annuncia, per bocca dei suoi rappresentanti, un migliaio di posti letto in più in tutta la Toscana per gli universitari, di cui 312 nella nostra città. “Piccolo dettaglio”, a un costo previsto di 700€ al mese in media. Ovvia e sacrosanta la domanda del Corriere Fiorentino: chi potrà permetterseli? La situazione dei lavoratori è del resto sempre più precaria, lo vediamo dai casi GKN e Macuz: il concordato per la prima slitta ancora, stavolta a novembre, coi 22 milioni indispensabili per pagare i crediti maturati dai lavoratori ancora sul tavolo; la seconda, alla vigilia di un tavolo di crisi in Regione coi sindacati previsto tra due settimane, ha comunicato altri tre licenziamenti individuali e quattro trasferimenti collettivi, reputati «scelte inaccettabili» dai delegati degli operai. La Pistoia del fu sfidante di Giani quasi un anno fa, dal canto suo, è suo malgrado testimone di «una crisi istituzionale senza precedenti», l’onore della cui copertura mediatica è spettato al Tirreno Firenze e a La Nazione Pistoia-Montecatini: quattro consiglieri provinciali di area riformista hanno rinunciato alle deleghe loro conferite dal presidente in protesta contro la scelta di quest’ultimo di non nominare il proprio vice, a loro dire maturata dietro influenze occulte del nuovo segretario del PD locale, privo di qualsiasi incarico in Provincia. Un grosso grattacapo del partito rispetto al quale le opposizioni, Fratelli d’Italia e Forza Italia alla testa, sono partite frontalmente all’attacco. Una vittoria, pure doppia, la ottiene al contrario l’ex mister viola Cesare Prandelli, che dopo aver condotto la “Fiorentina All Stars” a un roboante 7-3 sulle “Operazione Nostalgia Legends”, ha avuto la meglio anche in tribunale sulla vicenda della sua villa a Bobolino, sconfiggendo da solo, secondo la cronaca de La Nazione Firenze, ben 32 vicini che volevano fargli divellere il cancello perché «incompatibile col paesaggio»: la sentenza ha infatti stabilito esattamente il contrario. (JCM)
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