La campagna di La Firenze che vorrei per avere verità su Kata. Quanti bambini e bambine sperdute come Kata in Italia?
Da oggi e fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla scomparsa e sul destino di Mia Kataleya Chicillo Alvarez, più nota come Kata, sul sito de La Firenze che vorrei sarà affisso il seguente dazibao: «Sara, dov’è Kata?».
Un appello alle coscienze e ai poteri dello Stato, tutti, affinché Kata non scompaia due volte.
È una domanda rivolta in primis al primo cittadino di Firenze, già Assessore al Welfare, ma è una domanda che rivolgiamo anche al Prefetto, al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, alla Procura della Repubblica, all’informazione. E a tutti noi come comunità. Visto che sono passati più di tre anni e poco trapela.
Contesti di degrado profondo, come quello dell’ex Astor, non sono una fatalità. Sono il frutto di scelte (o non scelte), di omissioni, di sguardi girati dall’altra parte. E quel degrado è l’humus ideale per il crimine. Di ex Astor ce ne sono molti in città. E voci ci dicono che, in quegli stessi giorni del 2023, le Forze dell’Ordine riuscirono a impedire la scomparsa di un altro minore.
In Italia, ogni anno, sono migliaia i minori di cui si denuncia la scomparsa. Un numero che non può lasciarci indifferenti. Eppure, mentre lo stillicidio prosegue, se ne parla con il contagocce, e il mondo dell’informazione non indaga a sufficienza. È più facile chiudere tutti i giornali o ritrovare Kata?
Eppure, è detonato lo scandalo Epstein, anche se non occorre andare oltreoceano per imbattersi nei Forteto Files. Sempre di minori si parla. Noi non intendiamo cedere alla congiura del silenzio.
Chiedetelo a tutti! Ovunque. Al bar e al campo di calcetto, al benzinaio e dal gommista. Dov’è Kata? Il marito lo domandi alla moglie, la moglie al marito, i figli ai genitori. Dov’è Kata?


