Terremoto in via dello Steccuto: la Confederazione Nazionale via da Firenze. In vendita la sede per fare cassa

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Basterà per salvaguardare i conti della Confederazione? In corso verifiche su eventuali ipoteche sulla storica sede di via dello Steccuto.

 

Una ritirata impensabile. Secondo quanto risulta a La Firenze che vorrei, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia si prepara a lasciare Firenze. La storica sede direzionale di via dello Steccuto 38 è stata messa in vendita, con il conseguente trasferimento dei vertici operativi e decisionali in un’altra provincia toscana, a Pistoia.

Uno strappo simbolico senza precedenti per un’istituzione nata all’ombra del Cupolone nel 1244 e da sempre legata a doppio filo alla città, che arriva in un momento di forte tensione finanziaria per l’ente.

Una situazione documentata dalle inchieste di La Firenze che vorrei a partire dal 6 aprile 2025. Dalla condanna in via sussidiaria della Corte dei Conti al rimborso di 10 milioni di euro al Viminale per la vicenda del Cara di Isola Capo Rizzuto, alle certificazioni dei revisori che attestavano, nei bilanci 2023-2024, oltre 2,2 milioni di euro di debiti esecutivi verso Inps ed Erario. Dati di bilancio, non opinioni.

Eppure, su questa criticità non è mai stata fatta chiarezza pubblicamente. I vertici, pur contattati più volte da LFCV, hanno preferito il silenzio. Ora, la vendita.

L’edificio di via dello Steccuto – già storica sede della Bassilichi e sito a fianco della Misericordia di Rifredi e prossimo alla Pieve e alla Madonnina del Grappa – è un asset di indubbio pregio e altissima appetibilità sul mercato fiorentino. Alienare uno dei gioielli di famiglia appare una strada obbligata per immettere liquidità.

Resta un nodo: l’effettivo ricavato netto dell’operazione, alla luce di eventuali gravami ipotecari sull’immobile collegati a finanziamenti bancari, sui quali La Firenze che vorrei ha avviato verifiche. Una circostanza che, se confermata, ridurrebbe drasticamente la liquidità disponibile.

Vendere la propria casa per pagare i debiti è un segnale di allarme rosso. La vera domanda, a questo punto, non è più se la Confederazione (800 confraternite, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti) lascerà Firenze, ma se il sacrificio di via dello Steccuto basterà a salvare la cassa. E per quanto. Ma, soprattutto, se esiste un solido piano di rientro.

Stante la rilevanza sociale delle Misericordie, la redazione ha nuovamente contattato i vertici della Confederazione per un commento. Tuttavia, al momento della pubblicazione non è pervenuta risposta. La Firenze che vorrei resta disponibile sempre a pubblicare integralmente una posizione ufficiale.