Oltre 7,5 milioni di montante ipotecario sull’immobile di Firenze, l’ipotesi trasloco a Pistoia e i maxi-risarcimenti chiesti da Corte dei conti e Viminale. A pochi giorni dal rinnovo dell’Organo di Controllo, due segnalazioni formali al RUNTS.
Ottocento confraternite, 670mila iscritti e una storia nata a Firenze in quel grande secolo che fu il Dugento. Un patrimonio morale inestimabile che oggi fa i conti con un muro contabile: 46 milioni di euro di passività nominali contestate e una sede direzionale storica messa in vendita come extrema ratio.
La crisi della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia esce dalle dinamiche interne ed entra in una fase istituzionale. Dopo le nostre inchieste del 19 e 21 settembre sulla vendita di via dello Steccuto e sul trasloco a Pistoia, la redazione de La Firenze che Vorrei ha inviato il 25 settembre due segnalazioni formali al Ministero del Lavoro e alla Regione Toscana. Le successive ispezioni integrali del 28 settembre – di cui abbiamo dato conto nell’articolo del 29 settembre sul rinnovo dell’Organo di Controllo – hanno consentito di dettagliare capitale, montante e beneficiario delle tre ipoteche.
Tutto questo mentre il prossimo 20 ottobre scade il termine improrogabile per eleggere i nuovi sindaci revisori.
Come documentato il 19 settembre («Terremoto in via dello Steccuto: la Confederazione Nazionale via da Firenze. In vendita la sede per fare cassa»), la sede direzionale fiorentina di via dello Steccuto 38-40 sarebbe stata messa in vendita, secondo quanto appreso. Una circostanza sulla quale, nonostante le richieste di chiarimento, non è pervenuta smentita e che risulta avvalorata il 21 settembre («Nella prossima riunione a Pistoia si parlerà di acquistare un immobile a Pistoia») dalla convocazione del Consiglio Direttivo della Federazione Toscana del 24 settembre, spostata «presso il Centro di Coordinamento Area Emergenze a Pistoia (via Nazario Sauro)» per discutere dell’«Acquisto immobile Pistoia: aggiornamento e determinazioni».
Sullo sfondo pesa una situazione patrimoniale documentata da atti pubblici acquisiti dalla redazione. Da visura catastale n. T254867 e ispezione ipotecaria n. T101657 del 23/09/2026, allegate alle PEC del 25 settembre inviate al Ministero del Lavoro – Divisione II RUNTS e alla Regione Toscana – Settore RUNTS, e dalle successive ispezioni integrali T1 72223, T1 73280 e T1 74277 del 28/09/2026, l’immobile fiorentino risulta intestato al 100% a Millennium Service S.r.l. (C.F. 05055680481), soggetto giuridicamente distinto dalla Confederazione ancorché dalla stessa partecipata, e gravato da 3 iscrizioni ipotecarie volontarie tuttora vigenti a favore di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. per fusione.
Il dettaglio, con capitale e montante comprensivo di interessi e accessori:
- RP 6753/2002, rinnovata RP 5828/2022: capitale 2.583.000,00 euro, totale 5.166.000,00 euro;
- RP 8137/2003, rinnovata RP 5615/2023: capitale 500.000,00 euro, totale 1.000.000,00 euro;
- RP 6365/2005, rinnovata RP 5009/2025: capitale 700.000,00 euro, totale 1.400.000,00 euro.
Capitale originario complessivo: 3.783.000,00 euro. Montante ipotecario complessivo iscritto: 7.566.000,00 euro. Si precisa che il montante, per prassi ipotecaria ai sensi dell’art. 39, comma 3, D.Lgs. 385/1993, comprende capitale, interessi anche di mora, commissioni, spese ed accessori e non coincide con il debito residuo attuale oggetto di ammortamento nel tempo.
A questo si aggiunge l’esposizione complessiva, così come richiamata nelle relazioni dei revisori e negli atti giudiziari e per quanto oggetto di contestazione nelle sedi competenti: «una condanna della Corte dei conti al risarcimento di 34.150.000,00 euro per danno erariale relativo alla gestione del Cara di Isola Capo Rizzuto; una richiesta di restituzione di circa 10.000.000,00 euro formulata dal Ministero dell’Interno per le medesime vicende; pendenze tributarie e previdenziali per oltre 2.200.000,00 euro».
Il voto del 20 ottobre. Ipotesi commissariamento?
Come da comunicazione del 23 settembre a firma del Presidente della Commissione Elettorale Andrea Arena, la Confederazione ha avviato le procedure ordinarie per il rinnovo del proprio Organo di Controllo. Come precisato a LFCV dal Presidente del Collegio uscente Prof. Luca Bagnoli: «Il Collegio scade con l’approvazione del bilancio 2025 e in tale occasione saranno nominati i nuovi sindaci».
I nuovi sindaci saranno quindi chiamati a vigilare su un perimetro di contestazioni che, sommate, superano i 46 milioni di euro nominali, peraltro di natura ed esigibilità diverse e in parte oggetto di contestazione giudiziale.
Nelle due PEC del 25 settembre è stato chiesto, ai sensi degli artt. 92, 93 e 95 D.Lgs. 117/2017, «di valutare l’avvio delle verifiche ispettive di competenza in ordine alla regolarità contabile, alla conservazione del patrimonio e al rispetto delle finalità statutarie».
Per gli enti del Terzo Settore, l’art. 90 del Codice, che richiama i controlli e i poteri di cui agli artt. 25 e 28 del codice civile, attribuisce all’Ufficio del RUNTS poteri di intervento a tutela di associati e eventualmente anche di creditori. In presenza di «gravi irregolarità nella gestione» o di «grave e ingiustificato depauperamento patrimoniale», la norma prevede, come extrema ratio ai sensi dell’art. 28 c.c., la nomina di un commissario straordinario.
Spetterà alle istituzioni valutare se sussistano i presupposti. L’eventuale alienazione da parte di Millennium Service S.r.l. di un immobile gravato da 7,5 milioni di montante, a fronte di un’esposizione contestata che grava sulla controllante Confederazione e che supera i 46 milioni nominali, con contestuale acquisto a Pistoia in via Nazario Sauro 291, potrebbe astrattamente configurare tale fattispecie.
E dopo il commissariamento?
A questo punto, al di là della cronaca giudiziaria e contabile, si apre una riflessione che è tutta giornalistica e politica, da intendersi come ipotesi di lavoro.
La soluzione commissariale, se disposta dalle autorità competenti, potrebbe rappresentare una via d’uscita istituzionale per rimettere in ordine i conti e la governance.
In questo quadro, la figura del Presidente uscente Domenico Giani resta centrale. Qualora non fosse individuato come commissario, è ragionevole ipotizzare – visto il consenso di cui gode nella base associativa di 670mila iscritti – che un suo eventuale impegno in politica potrebbe raccogliere un significativo bacino elettorale. Se invece, nel rispetto del voto espresso dai volontari e dalle confraternite, fosse confermato in un ruolo di guida o di commissario straordinario, avrebbe davanti a sé almeno tre strade.
La prima, la più delicata sul piano associativo, è quella di chiedere un sacrificio economico straordinario alla base. Ipotizziamo, a titolo puramente esemplificativo, un contributo di 50 euro per iscritto: una misura che, per quanto sostenibile sul piano aritmetico, solleva evidenti questioni di opportunità e di tenuta del patto associativo.
La seconda è quella negoziale: provare un accordo a saldo e stralcio con gli enti finanziari che vantano crediti, a partire dall’esposizione ipotecaria documentata, e con i creditori pubblici per le pendenze contestate.
La terza, più innovativa ma coerente con la tradizione delle Misericordie come corpo intermedio dello Stato, è quella del rilancio strategico. La Ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha recentemente ipotizzato l’apertura di iniziative universitarie in aree di crisi, al confine con la Palestina (chi scrive ha lavorato in Medio Oriente, nello specifico in Libano). Le Misericordie, con la loro infrastruttura logistica nazionale e la loro esperienza nella cooperazione internazionale, insieme all’Università per Stranieri di Siena – Unistrasi, l’unica per statuto vocata alla diplomazia culturale e all’internazionalizzazione – potrebbero dare gambe a un progetto di questo tipo. Sarebbe un rilancio in grande stile, che trasformerebbe un’emergenza contabile in una missione. Competenze che, sul piano internazionale, la presidenza Giani ha già dimostrato di possedere.
Nota della redazione. Sulle contestazioni e sugli importi La Firenze che Vorrei ha più volte chiesto chiarimenti documentali alla Confederazione e a Millennium Service S.r.l. Al momento della pubblicazione non è pervenuto alcun riscontro. Restiamo a disposizione per pubblicare integralmente ogni replica. Grati se vorranno dedicare del tempo alla nostra ipotesi di lavoro per il rilancio strategico.


