Dopo le proteste per il caos viabilità tra Peretola, Quaracchi e Brozzi, annunciati turni potenziati e la riapertura anticipata al 6 novembre. Ma questa mattina, alle 8.15, il cantiere appariva deserto. E i cittadini chiedono che agli annunci seguano i fatti
La situazione della viabilità nella zona nord-ovest di Firenze continua a far discutere. La chiusura della rotonda tra via Baracca e via Pistoiese aveva già provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione, mettendo in difficoltà soprattutto i residenti di Peretola, Quaracchi e Brozzi. Code, rallentamenti, deviazioni degli autobus e una segnaletica giudicata tardiva e insufficiente avevano trasformato gli spostamenti quotidiani in una vera e propria odissea: in alcuni momenti, percorrere via Baracca richiedeva anche mezz’ora. Dopo le proteste e le segnalazioni dei cittadini, Publiacqua ha annunciato un potenziamento dei turni di lavoro, l’estensione delle attività anche ai fine settimana e ai giorni festivi e, soprattutto, l’anticipo della riapertura al 6 novembre, rispetto alla precedente scadenza del 21 novembre. Annunci che avevano fatto sperare in una soluzione più rapida dei disagi che da giorni interessano il quartiere.
Ma dalle promesse alla realtà il passo non è sempre così breve. Una nuova segnalazione documenta infatti una situazione quantomeno singolare: alle 8.15 di questa mattina il cantiere di via Baracca risultava aperto, ma apparentemente senza operai al lavoro. Il giorno precedente, nonostante fosse festivo, alcuni lavoratori sarebbero stati effettivamente presenti. Questa mattina, invece, almeno nel momento in cui è stata scattata la fotografia, non si vedeva nessuno. Se l’obiettivo è recuperare il tempo perduto e anticipare la riapertura, ogni giornata di lavoro diventa importante.
Le promesse, soprattutto dopo settimane di disagi scaricati sui cittadini, si misurano con i fatti, non con gli annunci. Vedremo se questa volta Publiacqua, l’assessore Giorgio e il presidente del Quartiere 5 Ferraro riusciranno a mantenere gli impegni presi. Il 6 novembre si avvicina. E i fiorentini, di cantieri e di promesse, ne hanno già abbastanza.


