Alia, anche i lavoratori in rivolta: «Manifesta incompetenza dello staff dirigenziale, ora dimissioni»

nasce il coordinamento dei comitati No Taric. Foto fotocronache Germogli

Condividi sui social

Dopo la riorganizzazione del servizio rifiuti nell’Empolese e i continui disservizi, lavoratori sono sul piede di guerra. E contestano anche la mancata applicazione del contratto collettivo di lavoro nazionale e delle norme su salute e sicurezza.

 

La Rappresentanza Sindacale Unitaria di Alia ha chiesto formalmente le dimissioni della Direzione Produzione Servizi di Plures Alia, ritenendola «responsabile dei disagi» che, nelle ultime settimane, hanno interessato sia la cittadinanza sia i lavoratori a seguito della riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti.

La decisione è stata assunta al termine di una riunione della RSU ed è stata comunicata attraverso una lettera inviata al presidente, all’amministratore delegato, alla Direzione di Plures Alia e ad ATO Toscana. Nel documento, informa Clebs, i rappresentanti dei lavoratori affermano che «nonostante i ripetuti tentativi di confronto, la buona volontà e la disponibilità di tutti i dipendenti, non esistono più i presupposti per proseguire con questo modello di relazioni sindacali e di organizzazione del lavoro».

La RSU esprime inoltre forte amarezza per l’immagine che l’azienda sta offrendo all’esterno, sottolineando come lavoratori e operatori si trovino costantemente al centro delle critiche da parte dei cittadini e dei mezzi di informazione. «Riteniamo offensivo e insostenibile – prosegue la nota – dover finire costantemente sulle pagine dei giornali e sui social per manifesta incompetenza dello staff dirigenziale».

La richiesta di dimissioni, si apprende sempre da Clebs, è motivata da una serie di criticità che aggravate negli ultimi mesi. Tra queste figurano il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, con conseguenze sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini, le continue pressioni esercitate sul personale operativo, la mancanza di risposte alle segnalazioni avanzate dalla RSU e dagli utenti e un atteggiamento ritenuto superficiale da parte della Direzione nella gestione delle problematiche emerse.

La RSU contesta, inoltre, altri aspetti gravi:

  1. Il mancato rispetto degli accordi sottoscritti;
  2. L’applicazione non corretta del contratto collettivo nazionale e delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  3. L’assenza di riscontri sui temi che avevano portato la RSU ad aprire uno stato di agitazione il 6 marzo 2026.

Una presa di posizione netta, quella della RSU, che arriva dopo settimane di alta tensione per i vari disservizi nella raccolta rifiuti nell’Empolese, come già segnalato da Trasparenza per Empoli nei giorni scorsi. L’azienda, per ora, come da prassi, tace.