Il documento dei Sindaci del Patto territoriale di secondo livello visionato da La Firenze che vorrei.
I Comuni soci e gli Enti pubblici partecipanti che aderiscono al presente documento esprimono la seguente posizione in merito punti iscritti all’Ordine del Giorno dell’Assemblea di Plures S.p.A. (di ieri, ndr).
Si ribadisce con forza che il ruolo di un’azienda interamente pubblica, operante nell’ambito di servizi primari essenziali, deve essere strutturalmente orientato alla tutela del servizio, dei territori e dei cittadini.
Si rileva con preoccupazione il persistente disallineamento in merito ai costi da imputare in tariffa tra l’Autorità d’Ambito Ottimale (ATO), cui compete la tutela dell’interesse pubblico generale e dell’equilibrio del sistema tariffario, e la governance di Plures/Alia, rispetto alla quale emergono orientamenti che appaiono maggiormente indirizzati alla valorizzazione della redditività finanziaria in ottica esclusivamente di una policy dei dividendi, piuttosto che al perseguimento prioritario dell’efficienza gestionale, del contenimento dei costi e della conseguente riduzione della pressione tariffaria gravante sull’utenza.
Tale situazione rende necessario che i Comuni soci esercitino in modo pieno, continuativo ed effettivo le proprie funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, al fine di garantire la massima trasparenza amministrativa e gestionale, la coerenza delle scelte aziendali con le finalità pubbliche perseguite e il rispetto dei principi di economicità, responsabilità e tutela dell’interesse collettivo che devono caratterizzare l’azione di una società interamente partecipata da enti pubblici.
In tale quadro, si richiama l’esigenza di un costante confronto tra gli enti soci e la governance aziendale, finalizzato ad assicurare il pieno allineamento delle strategie societarie agli obiettivi di servizio pubblico, di sviluppo infrastrutturale dei territori e di sostenibilità tariffaria per cittadini e imprese.
Riguardo al bilancio in discussione, pur rilevando con disappunto la totale mancanza di confronto e condivisione con i comuni soci sulle strategie aziendali e sulle modalità di definizione dei relativi atti, il Patto prende atto della formale correttezza tecnica della documentazione contabile a seguito delle necessarie rettifiche operate rispetto alla bozza di marzo. Tuttavia, esprime forte attenzione sulle seguenti criticità gestionali:
- La valutazione delle aziende controllate a patrimonio netto anziché al costo storico, pur avendo consentito il recupero di buona parte del delta contabile, configura una, pur legittima, discontinuità metodologica rispetto agli esercizi precedenti;
- Si evidenzia una dinamica strutturale in cui i costi di gestione risultano superiori ai ricavi, effetto parzialmente riconducibile al disallineamento temporale regolatorio ARERA (costi 2025 su ricavi 2023), ma aggravato da un trend di crescita dei costi esterni e operativi che richiede un’immediata inversione di tendenza;
- Si condivide e si apprezza tuttavia la decisione del Consiglio di Amministrazione di procedere all’integrale accantonamento a riserva degli utili d’esercizio, quale misura prudenziale indispensabile a fronte delle incertezze sull’esito finale del contenzioso con ABF relativo alle azioni di Publiacqua.
Per il resto, Il Patto esprime la più totale perplessità di ordine politico e strategico in merito alla proposta di distribuzione di un dividendo pari a € 34.359.000,00 mediante integrale prelievo da riserve, stante l’indisponibilità di utili d’esercizio correlati all’attività gestoria.
Si ritiene politicamente non condivisibile la scelta di drenare risorse patrimoniali per remunerare i soci in una fase congiunturale caratterizzata dall’aumento delle tariffe per i cittadini. Le riserve presenti devono restare a presidio dell’integrità aziendale e, per quanto possibile, essere di supporto alla capacità dell’azienda di sviluppare investimenti infrastrutturali sul territorio e di conseguire così un abbattimento della pressione tariffaria, in piena coerenza con i fini istituzionali del servizio pubblico affidato.
Infine, in merito alla scadenza degli organi sociali, il Patto dichiara la disponibilità ad accettare una proroga tecnica temporanea degli organismi uscenti esclusivamente alle seguenti condizioni tassative:
- Fissazione immediata e vincolante della data dell’Assemblea per il formale rinnovo di tutte le cariche sociali, da tenersi improrogabilmente entro la fine del mese di ottobre 2026 (30 settembre, ndr);
- Aggiornamento dei lavori e dei mandati istruttori nel periodo interinale per garantire il pieno riallineamento strategico tra gli enti soci e la governance aziendale.

