Altri 5 mesi di “zona rossa”. Hantavirus? No, incapacità di Funaro a gestire la sicurezza. Giù il terzo pino, altra bocciatura per Bird. La Firenze sui giornali di sabato 9 maggio

GERMOGLI PH FIRENZE GENERICHE POLIZIA DI STATO 113 PIAZZA DEL DUOMO

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È una “giornata no”, quella di oggi, nel senso che «no» è la parola che più troneggia sull’edizione odierna dei principali rotocalchi cittadini. Quello addirittura doppio sulla riforma dei medici di famiglia proposta dal governo, giunto sia dal FIMMG che dalla Regione, nessuno dei quali vuole che i primi diventino dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (così spiega il Corriere Fiorentino), si accompagna al secondo che stronca il ricorso di Bird contro il divieto comunale dei monopattini in sharing, che tuttavia, se per Repubblica Firenze, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze è «un’altra bocciatura», per il Corriere Fiorentino è la «prima vittoria del Comune al TAR». Non lo è nemmeno per l’ex tecnico viola Prandelli, del quale solo oggi apprendiamo, grazie a La Nazione Firenze, le già passate vicende col Tribunale per un frantoio che, oggetto di un ricorso della vicina, le «oscurerebbe la visuale» delle colline sul Bobolino, ove sono ubicate le loro abitazioni. In tribunale, probabilmente, finiranno anche i due studentati in debito col Comune per 30.000€ ciascuno di tassa sui rifiuti non versata, fa sapere il Corriere Fiorentino riportando una risposta pervenuta al consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune). C’è tuttavia anche chi non può pagare, come il pensionato senese, del cui caso si è occupata La Nazione, il quale con la sua pensione non può permettersi di pagare la RSA della moglie invalida al 100%, una storia in cui i tagli ai fondi dell’autosufficienza sembra cancellino con un tratto di penna una vita di lavoro. Quest’ultima, dal canto suo, si prospetta fosca fin dagli inizi per le nuove generazioni: tra l’allarme stagnazione lanciato dalla CGIL, che esorta a impegnarsi anche affinché si «impedisca che chi lavora possa essere povero» e specializzandi tentati di gettar la spugna per il «clima tossico» a Careggi, persino tra loro stessi, smaniosi di «far vedere di essere disposti a fare più ore» pur lavorando essenzialmente tra «scartoffie», la solidarietà tra i lavoratori manifestatasi a Prato ha dimostrato che l’arroganza padronale, anche quando sfocia in aperte aggressioni fisiche, è tutt’altro che invincibile. Tale è il caso, di cui dà notizia il Corriere Fiorentino come nei due aggiornamenti precedenti, del proprietario della stamperia resosi autore di un pestaggio ai danni di un sindacalista, scusatosi pubblicamente alla manifestazione dello sciopero dietro promessa di pagare tutti gli arretrati entro il 15. Gli analoghi atti di delinquenza che invece continuano a manifestarsi in tutta Firenze hanno portato all’estensione, per altri 5 mesi, delle “zone rosse” (stazione di Santa Maria Novella, parco delle Cascine, piazza Alberti, via Lungo l’Affrico, viale Verga, via del Guarlone, via di Rovezzano, via Mariti, Ponte di Mezzo, viale Guidoni, via del Barco, viale Redi), con un titolo da parte di Repubblica Firenze che, se non fosse stato per la specifica «Sicurezza» ci avrebbe riportato con la memoria agli anni più bui della storia contemporanea, ma che evidenzia comunque quanto la criminalità sia diventata una «pandemia» a causa della mala gestione della giunta Funaro. Infatti, ai tre giorni di disagi per i lavori di Publiacqua (15-17 maggio), che stando a un trafiletto de La Nazione Firenze coinvolgeranno ora anche Scandicci, sempre La Repubblica Firenze dà conto del «terzo pino crollato in venti giorni», stavolta in via Boccaccio. Sorge solo ora il fantozziano «leggero sospetto» sulla necessità di un cambio specie e strategia? (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli