Anche il Meyer pare voler seguire l’esempio dei due direttori dell’ASL di cui parlavamo l’altro ieri: e così, anche il neodirettore generale, Federico Gelli, vede salire il suo stipendio a 136.000€, si presume annui poiché La Repubblica Firenze non ha fornito specifiche. Il tutto mentre a poche pagine di distanza, così come su La Nazione Firenze, dobbiamo venire a conoscenza della nota diffusa dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri sull’aggressione di Santa Maria Nuova già divulgata ieri. I soldi mancano, però, per gli stipendi sia dei lavoratori dei bagni comunali, sia per i vincitori degli ultimi concorsi, sempre comunali, fermi in graduatoria. I primi, si apprende sempre dal quotidiano di Stefano Cappellini, uniranno la loro protesta a quella, seguita dal rotocalco di Agnese Pini, dei loro colleghi delle farmacie a Campi, dove in 20 attendono la stabilizzazione. A costoro farà eco, il 25 novembre, la mobilitazione dei tassisti contro la «concorrenza sleale di alcune piattaforme multinazionali e NCC» ma anche contro il caro carburanti, che da Milano e Napoli convergerà infine nell’appuntamento nazionale romano del 15 dicembre, come da annuncio del Corriere Fiorentino e di Nazione Firenze. La situazione dei trasporti è però tragica su tutta la linea: quest’ultima dà voce alla preoccupazione dell’ANFFAS, costretta a ridurre i servizi di trasporto dei disabili a causa degli insostenibili 120.000€ all’anno di spesa, aggravati dal rincaro del gasolio e dalla revoca dei contributi della Società della Salute, e informa della fumata nera nelle trattative tra «bus turistici, NCC e fiaccherai» con gli assessori Giorgio e Vicini. La protesta, però, non cessa e vede unirsi ai suddetti le bandiere dell’USB, che tornerà in piazza venerdì per un corteo dalla Fortezza a Palazzo Vecchio: sulla presenza di studenti La Repubblica Firenze è possibilista, mentre La Nazione Firenze già lancia l’«allarme tensioni», corredandolo di un articolo in cui dà notizia dell’allargamento in provincia, segnatamente a Sesto, Scandicci e Pontassieve, delle autogestioni e delle occupazioni. Del pari proseguono le contestazioni dei residenti del nostro Quartiere 2 contro l’inutile e dannoso progetto della linea tranviaria al Campo di Marte, che il presidente Pierguidi tuttavia ribadisce essere «già approvato». Pressato dalla crescente ira dei primi, il PD è stato infatti costretto a istituire un «canale di ascolto» a Villa Arrivabene per cercare di smorzare i disagi e le proteste, ma non sarebbe il PD se non ci avesse messo il suo zampino decidendo previamente che cosa ascoltare e se e come ascoltarlo. Questo aggiornamento, proveniente da La Nazione Firenze, conferma, se mai ce ne fosse bisogno, tutta la falsità e la strumentalità dell’opposizione manifestata dallo stesso Pierguidi verso altre parole e azioni di suoi colleghi di partito, ultima tra le quali i commenti infami di Frizzi e Ferraro che incitavano allo strangolamento economico degli esercizi commerciali che hanno messo a disposizione i propri spazi per la raccolta firme contro l’ecocidio e degli avvocati che le vidimano, su cui sono tornati il Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze. Questo, in particolare, ha dato maggiore risalto al pietoso tentativo di giustificazione, menzognero oltre ogni immaginazione, del segretario Gianassi per il quale «il Partito Democratico di Firenze non boicotta nessuno» (quello delle altre città invece sì?). Se così fosse, e sappiamo bene che non è, allora che i due vengano espulsi seduta stante dal partito. Invece alla falsità si aggiunge l’ipocrisia e si condannano le «offese» e gli «attacchi personali», su cui nulla fu detto quando di ben peggiori ne pervennero a parti inverse. Giusta, sacrosanta e salutare è invece l’indignazione dei chiamati in causa, come il presidente della Casa del Popolo Raffaello Andreoni e i titolari della Cantina di viale Verga e dello storico Scheggi di viale dei Mille, il quale ha correttamente definito la città essere «democratica finché non si tocca il giochino». Un giochino che grazie a questi autogol non diverte nemmeno più, tant’è che oggi è soltanto La Nazione Firenze a informare, in sordina, della «vittoria» dell’amministrazione contro il locatario di un affitto breve, multato di 480€ per una keybox in via Romana e al quale è stato respinto il ricorso. Non sorprende che, nell’esodo della diaspora fiorentina e nell’economia in rovina di tutta la nostra regione, a crescere in Toscana siano solo gli immigrati, senza apportare un contributo positivo né al tasso di occupazione, che difatti scende (Il Tirreno) né alla media qualitativa generale dei titoli di studio, giacché «i figli si iscrivono ai tecnici e non ai licei» (Corriere Fiorentino). (JCM)

