The Social Hub di Belfiore ha aperto un anno e mezzo fa: albergo, coworking, rooftop con piscina. Ma sul retro, verso via Benedetto Marcello, c’è un lotto mai edificato e in stato di abbandono
550 camere, uno dei più grandi coworking della Toscana, ristorante, panetteria, la scala di ferro colorato che sale al parco pensile con piscina. Ma sul retro, verso via Benedetto Marcello, è tutta un’altra storia. Dietro le reti da cantiere c’è un lotto non edificato: erbacce, rifiuti, fusti e pancali coperti da uno striscione che pubblicizza terrazza e piscina. Un lotto mai completato, a un anno e mezzo dall’inaugurazione in pompa magna del 1° febbraio 2025.
La variante al piano di recupero adottata dalla giunta nel novembre 2018 e descritta nel comunicato del Comune di Firenze, prevedeva testualmente «tre edifici con un grande boulevard pedonale, una piazza verde e un tetto-giardino aperti al pubblico». Due immobili — l’albergo — all’angolo tra viale Belfiore e via Benedetto Marcello; e un terzo edificio più arretrato, verso via Benedetto Marcello, con davanti «lo spazio verde, sempre di uso pubblico, posto davanti al terzo edificio» che secondo il Comune avrebbe dovuto collegare il viale al quartiere. Accanto, un programma commerciale preciso: Il Sole 24 Ore, nel maggio 2019, scriveva di un supermercato da 1.500 metri quadri e di 1.300 metri quadri di negozi e ristoranti da affittare; e alla presentazione del 2018 il sindaco Dario Nardella e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini avevano annunciato fino a un centinaio di appartamenti a canone calmierato. Terzo edificio, piazza verde, supermercato, botteghe, case accessibili: ma niente di questo è stato realizzato.
Ha aperto l’albergo: due fabbricati separati dalla strada commerciale. Dentro funzionano coworking, bar, ristorante, panetteria, palestra, sale riunioni; sul tetto il parco e la piscina, dal giugno 2025. Del supermercato e dei negozi, nessuna traccia. Il terzo edificio e la piazza verde su via Benedetto Marcello — l’area che gran parte del quartiere avrebbe usato ogni giorno — non sono mai stati costruiti.
Quando e perché il terzo edificio sia uscito dal progetto è la domanda a cui gli atti pubblici che abbiamo consultato non rispondono in modo esplicito: la variante ne prevedeva tre, il progetto strutturale e il cantiere ne hanno realizzati due. Documentato è però il contorno economico, che una spiegazione la offre. Le due utilità pubbliche legate a quel pezzo di progetto non sono state realizzate qui, ma convertite. Gli alloggi a canone calmierato — la quota del 20% che aveva fatto dichiarare l’opera di interesse pubblico — potevano, con le regole urbanistiche in vigore fino alla revisione del 2024, essere «monetizzati» o «delocalizzati», e secondo l’inchiesta di perUnaltracittà (Ornella De Zordo) erano già finiti a Novoli.
E il verde su strada promesso? La «piazza verde» pubblica, già sulla carta, era poca cosa: secondo perUnaltracittà, una piazzetta triangolare di circa 665 metri quadri stesa sopra le autorimesse interrate — verde pensile, non piena terra — che l’associazione segnalava come artificiale e costosa da irrigare, mentre i cittadini chiedevano invano di salvare l’albereta spontanea di pioppi e salici cresciuta sull’area durante l’abbandono, seconda a Firenze dopo Boboli tra i «luoghi del cuore» del FAI nel 2016. L’unico verde «pubblico» rimasto è quello sul tetto — 7.000 metri quadri — ma, sottolineano i comitati, raggiungibile solo da una scala o tramite accesso alla lobby del The Social Hub, il che lo rende impraticabile, ai più, come effettivo spazio pubblico.
A un anno e mezzo dall’apertura, insomma, è stata realizzata la metà più redditizia ma pare archiviata quella promessa a chi a San Jacopino ci vive. Le domande che restano non sono retoriche, e le rivolgiamo alla proprietà e al Comune, assessorati all’Urbanistica e allo Sviluppo economico. La convenzione urbanistica prevedeva il terzo edificio, la piazza verde a uso pubblico, il supermercato e i negozi come opere vincolanti? Sono state formalmente cancellate o soltanto rinviate, e con quale scadenza? L’intervento è stato collaudato e reso agibile in ogni sua parte? E chi risponde dello spazio verde e del lotto recintato su via Benedetto Marcello?
Pubblicheremo le risposte che arriveranno.



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