Il 25 Aprile svuotato di significato, il PD zittisce anche i figli dei partigiani. Ferraro recidivo, adesso si dimetta. La Firenze sui giornali di domenica 26 aprile

GERMOGLI PH 27 SETTEMBRE 2024 FIRENZE ferraro quartiere 5

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C’è qualche dettaglio interessante, nelle celebrazioni di ieri del 25 Aprile, riportate ovviamente dalle sezioni cittadine dei quattro principali rotocalchi italiani: La Repubblica, Corriere della Sera, La Nazione e Il Tirreno. A Sant’Anna di Stazzema, si legge invece nel resoconto della redazione centrale di quest’ultimo, è arrivata nientepopodimeno che Elly Schlein, ammonendo che «il 25 Aprile è divisivo solo per chi ha nostalgia degli oppressori», nonostante che chi sostiene quelli attuali si trovasse proprio in quella piazza ad applaudirla. E mentre Sara Funaro viene presentata come una novella Mosè, che invece delle acque apre le transenne ma al popolo più elettore (forse) che eletto, al Quartiere 3 è andato in scena un siparietto dalla comicità amara, col figlio di un comandante della Brigata Sinigaglia, medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza, cui è stato impedito di portare un saluto perché il programma “celebrativo” all’inaugurazione della lapide alla scuola Giannotti era stato sapientemente riempito di canti e poesiole dei bambini, cancellando così il significato stesso della festa che con tanta enfasi si proclama per ogni dove. Al Quartiere 5, invece, il solito Ferraro è tornato a vestire la camicia nera (la protervia è la stessa), lanciando un’ironica proposta lasciata a mezzo contro la sede di Futuro Nazionale e pensando di far fessi i propri ascoltatori rigirando la frittata ed equiparandola alla SMS di Rifredi, terminando la frase con un senso totalmente opposto a quello inizialmente suggerito. Notata la sua totale incapacità di porsi, che dall’articolo de La Nazione Firenze (che ha riportato dette notizie da ambedue i quartieri) emerge fin troppo lampante, è decisamente il caso che lasci la sua carica e si ritiri. In via Il Prato, invece, la liberazione è ancora attesa e finché governati da gente simile, ben di là da venire: i residenti raccontano al Corriere Fiorentino di dover addirittura «chiedere il permesso» per rientrare a casa, da quanti sono gli ubriachi e i drogati che vi si ammassano stravaccati. C’è anche chi ha smesso di vendere birra, rinunciando a una parte di guadagni pur di non contribuire più al diffondersi del degrado, contro il quale è stato presentato un esposto da 300 firme, tanto è sentita la gravità della situazione. Tornano anche i bus abusivi sui lungarni, dove in viale Amendola ne hanno contati persino trenta in un giorno, nella scarsissima presenza di controlli, assidui, invece, per multare le macchine dei residenti. Continua, intanto, il mutismo degli indagati del cubo nero, cui sempre il Corriere Fiorentino, insieme a La Nazione Firenze, hanno dedicato altri articoli generali e di sintesi. Nello stesso fascicolo, ma per omissione di soccorso nel caso dell’omicidio di Maati Moubakir, è finito anche l’autista dell’autobus sul quale il ragazzo fu ucciso, fanno sapere quest’ultima testata e La Repubblica Firenze. Laddove, poi, a Scandicci si approva, sia pure soltanto per i non residenti, l’aumento del biglietto per chi parte da Villa Costanza, i comitati della Fi-Pi-Li hanno preso in mano le redini dei lavori sull’autostrada e hanno inviato una diffida con la quale si esige che Città Metropolitana, AVR, Regione, ARPAT, AUSL, Prefettura e Comune si attivino per ripristinare il tratto «ammalorato» (La Nazione Firenze), eliminare le buche e adeguare tutta la superstrada dal punto di vista della rumorosità. L’ultima di codeste istituzioni, però, è alle prese con un funzionario che deve restituire 130.000€ di cui si era appropriato in falsi rimborsi, girati poi «su conti esteri», apprendiamo dal Tirreno Firenze. Sul fronte del lavoro, dopo decenni di acritico elogio del neoliberismo, adesso iniziano a prender campo «timori» nei riguardi delle multinazionali: i sindacati chiedono un incontro urgente con Kering relativamente alla ristrutturazione e alle sorti dei suoi operai (La Nazione Firenze), mentre in tutta la Toscana adesso si vogliono «difendere le aziende familiari» e «tutelare le piccole imprese» (Corriere Fiorentino). Potrebbe però essere già tardi. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli