Nelle liste PD esponenti di primo piano della Diocesi.
“Il vescovo di Prato – è l’affondo di Mario Adinolfi, candidato sindaco a Prato per Il Popolo della Famiglia –schiera due esponenti di primo piano della diocesi nella lista del Partito Democratico. Si tratta del segretario della Curia diocesana Gabriele Bresci e di Fulvio Barni che guidava l’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro”.
“L’allineamento della gerarchia ecclesiale pratese al Pd di Biffoni, che in regione si è distinto per il sostegno alla legge Cappato sul suicidio assistito e al folle progetto secondo cui per rilanciare la natalità in Toscana bisogna far congelare gli ovuli gratuitamente alle donne fino a 39 anni, fa capire che la cappa del conformismo finisce per sedurre anche il potere rappresentato dal vertice della diocesi al clan dominante in città”, aggiunge lo sfidante.
Secondo Adinolfi, “c’è però, al di là della chiesa gerarchica, un popolo cattolico delle 63 parrocchie di Prato che non ci sta e rifiuta i diktat di chi da dodici anni ha prodotto il degrado progressivo anche morale della città, come le inchieste che hanno decapitato sindaco e amministrazione comunale del Pd hanno dimostrato”.
Il Popolo della Famiglia chiede “ai cattolici pratesi” “ancora una volta di uscire dalle catacombe, abbandonare ogni conformismo e allineamento ai poteri forti dominanti in città”, esprimendo con il voto a Mario Adinolfi sindaco “l’ansia di forte discontinuità rispetto a opzioni politiche che hanno affossato negli ultimi dodici anni una città che ha bisogno di rinascere. Risorgi, Prato”.
