La legge vale per tutti ma non per gli studentati? Del Re (Firenze Democratica) solleva il caso Camplus

GERMOGLI PH 16 MARZO 2026 FIRENZE SALONE DEI DUECENTO CONSIGLIO COMUNALE NELLA FOTO CECILIA DEL RE

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Tra studentati che non pagano la Tari, proroghe dopo la scadenza dei termini e cambi di destinazione d’uso non comunicati al Comune: queste strutture sono superiori alla legge? Ecco ciò che Firenze Democratica ha scoperto.

 

Tutto inizia ad aprile, quando a seguito di un nostro accesso agli atti, portammo alla luce come nessun studentato avesse comunicato all’amministrazione entro la data del 31 gennaio i 60 giorni durante i quali avrebbero potuto svolgere attività ricettiva, e ciò sebbene avessimo riscontrato online la presenza ogni giorno di più studentati a vendere camere per turisti nei primi 3 mesi del 2026.

Dopo che il nostro gruppo aveva contestato il cambio di norma dal Poc (Piano Operativo Comunale, ndr) adottato – dove avevo confinato tale possibilità ai soli mesi di luglio e agosto, divenendo così semplice per tutti il relativo controllo – al Poc approvato (che, per volontà di Nardella e di Funaro, è tornato a dare la possibilità agli studentati di scegliersi i giorni di attività ricettiva spalmandoli su tutto l’anno, tornando così alle difficoltà di controllo emerse nella vigenza della ‘sventurata’ norma del Ruc 2015, ma accontentando gli studentati che avevano protestato per il cambio della norma), abbiamo iniziato infatti a monitorare da inizio anno la presenza di camere di strutture riferibili a studentati su Booking.

A seguito di quanto facemmo emergere pubblicamente, la Giunta dichiarò a mezzo stampa che, poiché la norma col termine per la comunicazione non era ancora conosciuta dagli studentati privati, avrebbe concesso loro una proroga per presentare la detta comunicazione entro il 30 aprile (sic!). Proroga del tutto irrituale, non solo perché concessa dopo che il termine era già scaduto, ma anche perché non è passata da consiglio comunale. Quelle dichiarazioni della Giunta hanno palesato la disparità di trattamento tra i grandi gruppi di investimento e i singoli cittadini, a cui la mancanza di un termine non viene certo scusata, in ossequio al basilare principio che “l’ignoranza della legge non si scusa”, che, evidentemente, però non vale per tutti.

Ieri abbiamo ricevuto poi la risposta di un altro accesso agli atti, che abbiamo presentato dopo aver letto sui quotidiani locali che lo studentato privato di via del Romito riteneva in realtà di poter svolgere continuativamente attività di casa per ferie, ovvero anche oltre i 60 giorni concessi a tale strutture dagli strumenti normativi vigenti. Abbiamo chiesto in particolare all’amministrazione come e quando tale studentato avesse ottenuto il cambio d’uso da direzionale (prima lì c’erano le Ferrovie) a turistico ricettivo.

Orbene, in risposta al nostro accesso agli atti, l’amministrazione ci ha inviato la comunicazione di avvio del procedimento inviata allo studentato privato lo scorso 16 giugno 2026, dopo che la Polizia municipale con rapporto del 28/05/2026 ha accertato l’esecuzione di opere edilizie presso l’unità immobiliare per cambio di destinazione d’uso da direzionale a turistico ricettivo in assenza di titolo edilizio. Allo studentato sono stati assegnati 60 giorni per formulare le proprie controdeduzioni.

Dopo il caso della Calza – che sempre il nostro gruppo aveva segnalato dopo essersi accorti della presenza su Booking di tale struttura che si presentava come hotel con il cin di altro albergo – un altro caso di attività svolta in assenza di titolo è stata dunque trovata e continueremo a seguire gli sviluppi di questo e di altri casi che abbiamo rinvenuto nel monitoraggio fatto, nelle nostre prerogative di controllo ma anche di indirizzo, perché a questo punto torneremo ancora a chiedere di eliminare quella norma nefasta voluta da Nardella e Funaro.

Cecilia Del Re (Capogruppo di Firenze Democratica)