Al netto dei proclami di “inclusività”, la giunta di Palazzo Vecchio non riesce a gestire l’accoglienza né dei migranti, né dei turisti. È un dato di fatto evidenziato, nel primo caso, dall’ammissione del presidente dell’Opera Madonnina del Grappa, che ha annunciato, ripreso da Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, la chiusura della comunità di accoglienza Don Giulio Facibeni. A quanto si evince dal secondo, però, non è l’unica: da qui a Cecina sono molti i problemi di quelle strutture, tra cui spiccano l’assenza di fondi e l’approccio per il quale dovrebbe essere «il ragazzo ad andare al SERD e non viceversa». Nel secondo caso, invece, siamo «capitale», titola La Nazione Firenze, per affitti brevi, in quello che è ormai a tutti gli effetti un mercato artatamente gonfiato: 14.000 alloggi hanno ottenuto il CIN a fronte di un mero 65% realmente attivo. Per contro, il 12% degli appartamenti, ovvero 25.000 unità, cioè il triplo, risultano essere sfitti. Le case popolari che si trovano in questa situazione, fa sapere il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) citato da Repubblica Firenze, costano 700.000€ all’anno, nonostante 210 su 800 siano chiuse da anni, di cui 75 prima del 2020. In un limbo assai simile è anche lo studentato Calamandrei, del quale gli studenti chiedono la «ristrutturazione totale» ma è battaglia sulle ipotesi parimenti accarezzate di aggiungere un nuovo plesso oppure demolire in tutto o in parte l’edificio. A seguito dell’incontro di ieri tra gli assessori Manetti e Danti, la prorettrice e i rappresentanti degli universitari, la Regione parrebbe aver «commissionato uno studio agli architetti», apprendiamo da Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Su quest’ultimo, intanto, si legge che la Guardia di Finanza è tornata negli uffici dell’ASP Montedomini per acquisire altri documenti e materiali nel quadro delle indagini per turbativa d’asta. Vi sono però dei fondi che non conoscono problemi: uno di questi è la nuova sede di Futuro Nazionale in via Novelli, che verrà inaugurata domani alla presenza del generale Vannacci e…dei contestatori, prevista da Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Sul fronte della sanità, la presidenza della Fondazione Meyer è ancora vacante, con Salvadori, Simoncini e Maria Grazia Giuffrida a disputarsi la carica, mentre tutto intorno traballa a causa dei 550 milioni necessari per ripianare il buco del settore aggravato dai tagli della manovra finanziaria recentemente approvata, riportano il quotidiano di Stefano Cappellini e La Nazione Firenze. Si sta altresì consumando uno scontro tra il Comune e Iliad per l’installazione di una «stazione radio base» in San Lorenzo, nei pressi della basilica e delle Cappelle Medicee: il diniego del primo è stato contestato dal secondo in un ricorso al TAR di cui dà notizia quest’ultima testata, e che non possiamo non ricollegare alla vicenda del cilindro di viale Belfiore. Ignoranza del valore storico e paesaggistico dei luoghi della città o provocazione deliberata? Un punto su cui fare chiarezza anziché spostare il problema sull’approvazione o meno dello sviluppo tecnologico. Quella che, al contrario, procede spedita, è la lotta della cittadinanza contro l’ecocidio: informa La Nazione Firenze che il plico con le 6.800 firme per il referendum sul taglio degli alberi è arrivato a Palazzo Vecchio. La sindachessa Funaro dovrà ora fissare tempi e modalità della consultazione, che si svolgerà sotto forma di risposta multipla tra due domande concernenti la prosecuzione dell’attuale progetto della linea 3.2.2 o il suo abbandono con «soluzione alternativa quanto al tracciato e al mezzo di trasporto». La Repubblica Firenze, il Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze hanno rivelato la data del 24 novembre sul ricorso dei 55 residenti (52 per il secondo) del Campo di Marte per il blocco dell’abbattimento dei 428 alberi peraltro oggetto del quesito referendario, mentre il quotidiano di Agnese Pini dà maggiore spazio alla saldatura tra il PD, i falsi ecologisti e l’oppofinzione di Italia Viva, che attacca i comitati perché “naturalmente” favorevole a ogni grande opera inutile e dannosa, ignorando che per non trovarsi «opposizioni» al cambiamento basterebbe concordarne prima forma e natura con la cittadinanza anziché imporlo dall’alto (e non per forza ogni cambiamento è positivo, come appunto vediamo). Il Tirreno Firenze, da parte sua, arriva oggi sul computo totale delle firme raccolte, confermando l’avvicinamento alla soglia delle 7.000. Non ci sarà infatti alcun “cambiamento” nella prevenzione geologica, poiché lo stesso Comune ha rinunciato a un bando gratuito offerto dalla Regione per la microzonazione sismica di quarto livello, decisione giustamente contestata dalla consigliera Del Re (Firenze Democratica) in un’interrogazione all’assessore Biti di cui veniamo a sapere, anche qui, da La Nazione Firenze. Riscuote successo, però, la proposta del suo collega Masi (M5S), approvata all’unanimità in Commissione Mobilità, di applicare codici identificativi sulle biciclette per «frenare i furti», che già hanno propiziato una rivolta in via Bolognese tra i residenti, trovatisi a fronteggiare una banda che agisce con regolarità tentando persino di intrufolarsi nelle case, e in una città in cui le sole appropriazioni indebite di velocipedi ammontano a una media di 60 al giorno, come ci dicono i dati FIAB rilanciati dal Tirreno Firenze. Insorgono persino gli sportivi di Lastra a Signa, impossibilitati ad allenarsi per le disastrose condizioni della pista di atletica, il cui risanamento era stato loro promesso per la fine della passata legislatura ma il cui stato comporta sei-sette infortuni all’anno e tante rinunce all’iscrizione e alla pratica della relativa disciplina, raccoglie La Nazione Firenze lo sfogo dell’ASD Nuova Atletica Lastra. In un’irregolarità ancora maggiore versano le discariche del tessile a Prato, paragonate dallo stesso quotidiano alla Terra dei Fuochi: nove ditte su dieci (il 92% per la precisione) risultano illegali e «migliaia di tonnellate di scarti tessili finiscono nei fossi», nell’ottica di un traffico, tra «ditte apri e chiudi», che ricorda da vicino le prassi dei clan mafiosi, mentre le piattaforme di trattamento legali sono sature e «al collasso». Ma nel magico mondo del PD il presidente di Plures va all’Ecomondo di Rimini a magnificare, con la copertura mediatica del Tirreno Firenze, i cassonetti «intelligenti» per il controllo illecito e orwelliano del cittadino, cercando di gettare sotto il tappeto il marcio dell’ente che anche noi di LFCV abbiamo contribuito a far emergere. Bene hanno fatto, quindi, i socialisti di Figline e Incisa, pur nella poca risonanza del trafiletto loro dedicato da La Nazione Firenze, a chiederne il commissariamento. (JCM)
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