Intervista a Carlo Francesco Bullentini, 47 anni di servizio tra Lucca, Lampedusa e Betlemme.
«Mi chiamo Carlo Francesco Bullentini e sono stato iscritto e confratello attivo alla Misericordia dal 4 aprile 1978 al 25 gennaio 2025 quando con piena coscienza e deliberato consenso ho fatto lettera di dimissioni». Inizia così la lunga intervista rilasciata a Linea Libera, storico e non allineato giornale pistoiese, che riprendiamo in forma estesa. In questo modo torniamo a parlare della situazione delle Misericordie, tra conti che non sempre tornano e controverse proposte di modifica allo Statuto.
Bullentini rivendica un curriculum di volontariato fuori dal comune: «Sono stato premiato con ben 10 medaglie d’oro ed alcune d’argento, non c’è stato mai un servizio a cui ho detto no: sociali, sanitari, urgenze, protezione civile, servizio al centralino, servizi di portantino volontario per salme dei confratelli deceduti, 3 notti settimanali in dormitorio, questua volontaria in città e al cimitero urbano, raccolta di premi fiera di beneficenza, servizio di ufficio serale per confratelli defunti, quattordici viaggi per servizio a Betlemme, servizi di accoglienza di 2 settimane a Lampedusa senza alcun rimborso».
Il punto di rottura, secondo il suo racconto, è l’agosto 2024. «Il 27 di agosto del 2024 il direttore generale mandava appelli per la ricerca di personale per la copertura del servizio di assistenza alla Notte Bianca in programma a Lucca per il 31 di agosto».
A Linea Libera Bullentini spiega di aver declinato per ragioni di salute: «L’11 febbraio del 2022 fui operato di tumore all’intestino, quindi ancora ad agosto del 2024 ero sotto terapia e necessitavo continuamente di andare in bagno. Nel giugno precedente ebbi il morso del ragno violino per il quale ho rischiato il taglio della gamba completamente infettata».
Da quel rifiuto, a suo dire, nasce il provvedimento. «Il 4 settembre, sabato, fui invitato a recarmi in sede con urgenza perché qualcuno doveva parlarmi, in realtà mi fu consegnata una raccomandata a mano che da una prima lettura sembra scritta da una persona che non conosce l’italiano nemmeno approssimativamente».
Il volontario contesta forma e sostanza: «Da notare non su carta intestata, quindi con quale ufficialità? Tengo a precisare che in quei giorni il Proposto Luca Papeschi era al mare con la famiglia e ho molti dubbi che la firma sia la sua».
Alla domanda diretta sulla motivazione, risponde: «Come si evince dalla lettera, accuse molto vaghe e prive di fondamento, ma si sono preoccupati in barba alla violazione della legge sulla Privacy di informarne il Vescovo, tutte le Misericordie del raggruppamento di Lucca e il Presidente della conferenza Regionale».
Bullentini contesta anche voci che sarebbero circolate sul suo conto in riunioni interne, che definisce totalmente false e lesive, precisando di vivere da solo e di avere uno stile di vita legato all’Ordine Francescano Secolare.
Riferisce inoltre una frase che il Proposto avrebbe pronunciato in una riunione: «Finalmente ci siamo levati dalle palle Bullentini e Fruzzetti». Una frase che, se confermata, Bullentini considera incompatibile con il ruolo di Proposto.
I Probiviri e il ricorso. «Entro i 15 giorni previsti dallo statuto feci ricorso scritto al collegio dei probiviri, presentandomi col mio avvocato. Tre ore e mezzo di discorsi inutili durante i quali più volte fui invitato a farmi l’anno di sospensione, ma era ben capibile che la decisione era già stata presa».
Bullentini solleva un vizio procedurale: «Il collegio dei probiviri si presentò in difetto: lo statuto prevede 3 persone se ne presentarono 2, perché il terzo aveva dato le dimissioni e non fu mai sostituito. Più volte il mio avvocato chiese di poter leggere gli addebiti rivoltimi, ma mai gli fu permesso con la motivazione “motivi di privacy”, e che tale documento non poteva uscire dalla sede».
«La mia formazione in Seminario e poi militare nell’Arma dei Carabinieri mi hanno inculcato il rispetto e l’onore, quindi mai mi sono permesso di fare proposte e/o discorsi non consoni all’ambiente e al servizio. Ho sempre cercato di avere un ottimo rapporto con tutti e nei momenti liberi dal servizio non ho mai mancato di offrire, di tasca mia, colazione o caffè».
Ricorda anche il suo impegno formativo: «Dal 1983 ho avuto un ruolo di addetto al servizio dell’oratorio che prevedeva anche la preparazione formativa religiosa alla vestizione, organizzando incontri. Con i vari volontari parlavo volentieri della storia della Misericordia, delle mie esperienze di fede vissuta. Non per vanto, ma per far crescere lo spirito delle misericordie».
Alla domanda su eventuali precedenti: «Ad oggi non ho nessun precedente penale e, come risulta dal modello 335 del 27/02/2025, non è stato aperto nessun procedimento penale a mio carico per la specifica contestazione comunicatami».
Bullentini collega la sua vicenda a quella di un altro volontario toscano: «Nel mio servizio a Betlemme ho conosciuto il confratello di Pistoia Federico Bonechi, e so quanto si è dato da fare come geometra per le Misericordie e per la sede di Betlemme. So che anche lui è stato pagato con la mia stessa moneta».
Sullo stato d’animo attuale: «La situazione ha creato in me uno stato fisico e morale dal quale non riesco a liberarmi, accompagnata anche da un secondo tumore per il quale ho dovuto fare radioterapia. E in questi giorni devo fare nuovi accertamenti per un nuovo e possibile altro tumore all’intestino. Nessun confratello in questo tempo mi ha mai chiesto come stai. Sospetto che a tutti sia stato proibito di farlo».
Chiude con un ringraziamento: «A Lucca sono conosciutissimo e per circa 47 anni hanno identificato in me la Misericordia perché ero sempre lì, sempre disposto a una buona parola».
Nota della redazione: abbiamo ripreso l’intervista pubblicata da Linea Libera il 28 agosto 2026 a firma Alessandro Romiti, operando tagli per motivi di spazio e di tutela legale. Tutte le accuse a persone e organismi sono riportate come dichiarazioni dell’intervistato. La Firenze che vorrei resta a disposizione dell’Arciconfraternita della Misericordia di Lucca, del Proposto Luca Papeschi, del Correttore don Lucio Malanca e della Confederazione per ogni chiarimento.

