Quattordici pagine e 30 allegati hanno dato il via a un fascicolo esplorativo senza indagati né ipotesi di reato. Gli inquirenti dovranno verificare le procedure di assegnazione
La vicenda degli immobili di Montedomini entra nel mirino della Procura di Firenze. Dopo l’esposto presentato da Salviamo Firenze, è stato aperto un fascicolo esplorativo, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, per verificare le circostanze denunciate dal comitato cittadino in relazione alle procedure di assegnazione di alcuni immobili dell’Asp. Un passaggio che ora affida agli inquirenti il compito di esaminare documenti, bandi e contratti e stabilire se nelle procedure siano emerse effettivamente anomalie.
L’esposto presentato da Salviamo Firenze è composto da 14 pagine e 30 allegati e prende in considerazione i bandi pubblicati sul sito dell’Asp a partire dal 2021 per la locazione di alcuni immobili situati nel centro di Firenze, tra cui quelli di via Guelfa e via Maccari. Il comitato, impegnato nella battaglia contro la progressiva trasformazione del patrimonio abitativo del centro storico in offerta destinata al turismo, ha posto l’attenzione non soltanto sugli esiti delle assegnazioni, ma anche sulle modalità con cui le gare sarebbero state gestite e pubblicizzate.
Tra gli elementi indicati nell’esposto figurano la scarsa partecipazione alle gare, le contestate “mancate sedute pubbliche per l’apertura delle buste”, la “mancata pubblicità delle assegnazioni” e una presunta carenza di trasparenza. Saranno ora gli accertamenti della Procura a verificare la fondatezza delle contestazioni e la regolarità delle procedure.
Uno dei punti centrali riguarda gli immobili di via Guelfa. Nei relativi avvisi, la destinazione indicata era quella abitativa, con contratti della durata prevista tra 12 e 18 anni e il divieto di svolgere attività difformi dalle finalità statutarie dell’ente, dalla destinazione urbanistica, dall’ordine pubblico o dal buon costume. Secondo quanto evidenziato nell’esposto, nei bandi non sarebbe stata invece indicata la possibilità di sublocare gli immobili o destinarli a locazione turistica.
Il quadro cambia nei contratti definitivi sottoscritti con le società aggiudicatarie. Qui compare infatti una specifica clausola che, in considerazione della collocazione degli immobili in una zona di elevato interesse turistico, autorizzerebbe il conduttore a destinare gli appartamenti a strutture ricettive extra-alberghiere con caratteristiche di civile abitazione, secondo quanto previsto dalla legge regionale Toscana 86/2016.
È proprio questa differenza tra i bandi e i successivi contratti a rappresentare uno degli aspetti sui quali Salviamo Firenze chiede verifiche. Secondo il comitato, l’assenza nei bandi di un’esplicita indicazione della possibilità di destinare gli immobili all’attività ricettiva potrebbe aver limitato il numero dei soggetti interessati a partecipare alle gare. Da qui anche l’ipotesi, formulata nell’esposto, di un possibile effetto economico per l’ente: una maggiore partecipazione avrebbe potuto determinare canoni più elevati attraverso una più ampia competizione.
Si tratta, dunque, di una valutazione contenuta nella denuncia e non di un danno già accertato. Allo stesso modo, l’apertura del fascicolo non equivale all’accertamento di un illecito: al momento non risultano indagati né viene contestata alcuna ipotesi di reato.
La questione riguarda un patrimonio che per l’Asp ha una funzione tutt’altro che marginale. L’ente opera nell’ambito dell’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità e negli interventi sociali e abitativi rivolti alle situazioni di marginalità. Secondo Statuto e Regolamento, il patrimonio immobiliare costituisce inoltre uno strumento attraverso il quale vengono reperite risorse da destinare alle finalità istituzionali.
Ora saranno gli accertamenti della Procura di Firenze a stabilire se le procedure contestate presentino effettivamente irregolarità, se le modalità di pubblicazione e assegnazione abbiano rispettato le regole previste e se la differenza tra le condizioni indicate nei bandi e quelle successivamente contenute nei contratti abbia avuto conseguenze sulla partecipazione alle gare o sul valore economico delle locazioni. Per il momento, resta fermo un dato: l’indagine è appena all’inizio e nessuna responsabilità è stata accertata.

