Esposto in procura del Comitato Salviamo Firenze. Le opposizioni: «Funaro, due anni di fallimenti». Pellami in fiamme all’Osmannoro. La Firenze sui giornali di mercoledì 29 luglio

I residenti di via San Gallo hanno manifestato oggi contro la costruzione dell'hotel di lusso con le due torri di 23 metri davanti alle loro finestre

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La difesa d’ufficio dell’assessore Paulesu e le minacce di querela da parte del consiglio di amministrazione, che si riunisce peraltro oggi, non sono bastate: l’offensiva congiunta Torelli-PalagiDel Re ha portato alla consegna di un esposto in procura e alla scoperta di differenze del 400% tra gli introiti dei proprietari dell’ASP Montedomini e quelli dei gestori degli affitti brevi ivi disponibili. 17 su 19 presenterebbero «gravi anomalie» negli avvisi di concessione, in cui nessuno risulterebbe destinato a finalità sociali e senza nemmeno una «apertura pubblica delle offerte», denuncia il leader del Comitato Salviamo Firenze; il consigliere di Sinistra Progetto Comune «spulcia i bilanci» dal 2010 a oggi, da cui emerge che le aree destinate alla finalità sociale producono soltanto un decimo del bilancio e che il «margine del mattone» copre esattamente il deficit dei costi generali di struttura, derivandosi così che «la rendita non finanzia i servizi, finanzia l’apparato che li amministra». Insorge al contempo l’opposizione quasi tutta intera, non solo sul caso Montedomini, sul quale il consigliere Santarelli (Noi Moderati) è d’accordo coi succitati che si tratti di un «sistema», ma su tutte le magagne che riguardano la città: Gandolfo (Fratelli d’Italia) e Sabatini (Lista Schmidt) hanno additato i lavori sul Ponte da Verrazzano e il secondo anche quelli dello stadio e il pasticcio dello Scudo Verde, Locchi (Forza Italia) si è soffermato su quanto non fatto contro le «truffe in strada», Mossuto (Lega) ha ricordato come la sicurezza sia «inesistente» e Sirello (FdI) non ha dimenticato lo schiaffo morale del declassamento del Teatro della Toscana. Tutti concordi, quindi, che la gestione Funaro abbia sin qui rappresentato «due anni di fallimento»: da qui alla conseguente e sacrosanta richiesta di un commissariamento del Comune di Firenze mancherebbe molto poco e molto meno di quanto si possa pensare. Gli aggiornamenti in tema ci giungono da Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Dalla Regione è scontro tra Giani e Musumeci sullo stato di emergenza per le alluvioni del 2023: quest’ultimo ha rivelato che la Toscana «non ha chiesto lo stato di ricostruzione», senza fornire alcuna spiegazione al riguardo, mentre il primo ha risposto che lo stato d’emergenza «c’è» e i lavori «stanno procedendo bene», secondo le dichiarazioni fornite da Repubblica Firenze. Situazione parimenti incendiaria, ma in senso letterale, si riscontra all’Osmannoro, dove appunto un incendio divampato all’alba di ieri nel laboratorio di pelletteria di un capannone da 5.000 m² di proprietà cinese è stato visibile persino da Prato e da Pistoia: concreto è il rischio di danni ambientali, con la sindachessa che ha esortato la cittadinanza a tenere le finestre chiuse e i condizionatori spenti. Ancora da chiarire, specifica il Corriere Fiorentino che ne ha dato notizia insieme a La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze, le cause. Un episodio che a La Nazione Firenze ha riportato alla mente il rogo della Macuz SRL avvenuto l’anno scorso a Scandicci, la cui dirigenza è attualmente impegnata in un tavolo di confronto a proposito di una vertenza di cassa integrazione per 130, o 30 secondo i legali dell’azienda, lavoratori avviatasi un mese esatto fa. Sempre in zona Osmannoro, in via Pratese, chiude l’ennesimo negozio storico: si tratta, apprendiamo dal Corriere Fiorentino, della gioielleria Parenti, attiva da 70 anni originariamente come officina di riparazione orologi, per il pensionamento dei titolari. Non che i loro coetanei se la passino meglio: oltre alle truffe, che secondo la Federconsumatori ripresa da La Nazione Firenze hanno preso di mira ben 18.000 anziani in un solo anno per cifre fino a 100.000€, c’è il problema di dover, per tanti, continuare a lavorare comunque. Secondo uno studio dell’UniFi, rilanciato dal Tirreno, su 2.500 persone di età compresa tra i 60 e i 75 anni, il 59.5% cita motivazioni economiche (integrare la pensione, mantenere il proprio tenore di vita, aiutare la famiglia) e si concentra «nelle aree interne e fuori dai principali poli urbani». Ancor più fuori, e cioè nelle campagne, 400 imprenditori agricoli riunitisi all’assemblea regionale della Coldiretti hanno spinto per il «via libera al nuovo piano venatorio» nell’ottica di proteggere i raccolti dagli ungulati e dagli altri animali selvatici. Se dunque gli agricoltori sono preoccupati, alcuni operai invece esultano: è notizia de La Nazione Firenze che il tribunale ha rigettato un altro ricorso della proprietà dell’ex GKN contro il Collettivo di Fabbrica per «occupazione abusiva». Ma nel resto della città c’è ben poco da esultare: TARI e biglietti del bus rincarano sensibilmente. Riguardo alla prima, il Consiglio comunale, informano Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, ha approvato ieri la delibera di recepimento del documento dell’ATO Toscana Centro per il 2026/2027. Le tariffe aumenteranno di quasi il 5% in più rispetto all’anno scorso, per una media del 6% dei costi riconosciuti, toccando il tetto massimo consentito da ARERA. Un balzello che «colpisce più le famiglie dei negozi», soprattutto quelle numerose, e che in nulla è influenzata dal +12% della raccolta differenziata: il conto totale passa da 129.600.000€ a 135.800.000€, una forbice che si estende da 1.40 a 24€ a nucleo, senza che peraltro migliori il servizio complessivo: è quanto hanno fatto notare, anche qui, i consiglieri di opposizione insorti. Palagi, Sabatini, Locchi, Sirello, Chelli, Gandolfo, Draghi, Del Re, ma anche Masi (Movimento 5 Stelle) e Grazzini (Italia Viva): tutti hanno puntato il dito contro il rapporto qualità-prezzo decisamente invertito. La Nazione Firenze, dal canto suo, ci fa sapere che i titoli di viaggio vedranno incrementare il proprio costo da 1.70 a 2€ per autobus che già ora stanno sempre più frequentemente lasciando il posto alla tranvia: un fenomeno che ha una rilevanza particolare nell’«odissea di una ipovedente» di Gavinana raccontata dalla stessa testata, laddove una donna affetta da retinite pigmentosa si vede costretta, spesso e volentieri, a non uscire più di casa per la scomparsa dei punti di riferimento che ha sempre avuto e che ora vengono meno a causa dei cantieri e della cartellonistica fin troppo mobile e raffazzonata, contro la quale le è persino capitato di andare a sbattere. A brancolare nel buio, tuttavia, non è evidentemente soltanto lei. (JCM)