Montedomini “un sistema” l’accusa di Firenze città aperta mentre scoppia la bagarre all’interno del Movimento Cinque Stelle

Luigi Paccosi

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Il duro attacco di “Firenze città aperta” accende i riflettori sui ruoli attuali e passati di Luigi Paccosi che da il via a uno scontro frontale dentro il M5S

Il Montedomini-gate è destinato a lasciare un segno indelebile nella storia di Firenze sicuramente nel suo sviluppo qualche “vittima” per la strada la lascerà.
Forse salterà qualche vertice dell’Asp o della sua Fondazione?
Chissà una cosa è certa “Firenze Città aperta” punto il dito contro un sistema, quello delle nomine.
Non solo l’avvocato Massimo Frittelli nel mirino ma anche il suo predecessore Luigi Paccosi che è alla presidenza della Fondazione, ovvero l’ente gemello che si occupa della raccolta fondi che era presidente di Montedomini dal 2014al 2024.
“E’ sotto la sua direzione – come si legge in una ricostruzione de La Nazione – che l’Asp inboccò la strada degli affitti brevi.
Paccosi è una figura storicamente legata a Comunione e Liberazione (è stato presidente della Compagnia delle Opere), che ne ha forgiato l’impegno sociale e cooperativo, in una città dove molte figure di primo piano sono vicine al movimento.
Lasciata via dei Malcontenti Paccosi (che ha scelto di non rispondere alle chiamate de La Nazione ne di nessun altro giornalista sulla storia degli affitti brevi in corso) è nominato, su indicazione del Comune, nuovo presidente di Casa Spa, la società che ha in gestione l’edilizia residenziale pubblica nell’area fiorentina. ed è altresì presidente del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) che promuove, sostiene e sviluppa il volontariato offrendo servizi di consulenza, formazione e supporto agli enti del terzo settore.”
Le domande che si pongono da “Firenze città aperta” sono: Paccosi che dirigeva l’ente dal 2015 al 2024, può restare presidente di Casa Spa?
La sindaca Funaro perché non li rimuove?

Mal di pancia anche dentro il M5S dopo che giovedì scorso l’onorevole Andrea Quartini e il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli hanno attaccato:  “Scoprire che numerosi immobili appartenenti a un ente nato per sostenere anziani, persone fragili e cittadini in difficoltà abitativa siano stati destinati ad affitti turistici brevi rappresenta un fatto gravissimo, tanto più in una città nella quale l’emergenza abitativa, la gentrificazione e l’espulsione dei residenti dal centro storico hanno raggiunto livelli ormai insostenibili”.
Dal M5s arriva la richiesta di trasparenza: “Siano pubblicati i bandi, le domande presentate, i verbali delle sedute e i risultati delle valutazioni, così da ricostruire l’origine di quella clausola e la logica con cui sono stati scelti gli assegnatari”.

Una trasparenza chiesta anche dall’ex capogruppo a Palazzo Vecchio Roberto De Blasi che però punta il dito contro il suo successore in consiglio comunale Lorenzo Masi:  “Mi chiedo se sia normale che non abbia ritenuto opportuno intervenire pubblicamente su una questione che coinvolge un ente assistenziale di primaria importanza per la città.
Chi ha sempre creduto nei valori del M5s si aspetta trasparenza, rigore e la capacità di fare piena luce quando emergono questioni di interesse pubblico. È il momento di dimostrarlo con i fatti”.

Un attacco frontale dal significato politico anche forte poiché nel gioco d’incastro di ruoli e poltrone Lorenzo Masi siede come consigliere eletto nel consiglio direttivo di Cesvot di cui Paccosi è presidente.