Il contenuto di due lettere, la prima del 28 e la replica 31 luglio, in cui emerge il nodo del trasferimento personale. L’Autorità: «Chiarimenti urgenti». La società: «Solo riorganizzazione interna».
Dopo aver tentato di fare i conti senza l’ATO, Plures si trova nuovamente bacchettata. Al centro, questa volta, non ci sono i costi, ma il futuro assetto societario del gestore e il personale. Lo testimoniano due lettere del 28 e 31 luglio in possesso de La Firenze che vorrei.
Il Direttore Generale di ATO Toscana Centro, Dario Baldini, scrive a Plures e per conoscenza ai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. ATO afferma di aver appreso «da fonti informali» che il 29 luglio si sarebbe tenuto un incontro tra Plures e le Organizzazioni Sindacali «per la sottoscrizione di un accordo relativo al trasferimento del personale della concessione in una distinta società». Il problema, per ATO, è che «ad oggi non è pervenuta all’Autorità alcuna comunicazione né informativa in merito».
E ricorda: ATO è il titolare della concessione. Di conseguenza «eventuali modifiche del soggetto gestore, del perimetro delle attività affidate, o dell’assetto contrattuale» richiedono le sue «valutazioni di competenza».
Chiusa inequivocabile: tali operazioni «non saranno opponibili all’Autorità né idonee a produrre effetti» senza le verifiche di legge.
Prende carta e penna l’Amministratore Delegato di Plures, Alberto Irace, che parla di «massima collaborazione» e, in qualche modo, ridimensiona la portata dell’incontro.
Si tratta di «mere valutazioni preliminari» per una «possibile rimodulazione societaria» già discussa con gli Azionisti nell’Assemblea di ottobre 2024. E l’accordo del 29 luglio altro non è che, si legge, un «protocollo» – salutato con veline entusiastiche il 30 luglio, riportate dai giornali sponsorizzati da Plures come Greenreport – coi sindacati confederali per accompagnare il «riassetto organizzativo della Multiutility» attraverso la creazione di Business Unit dedicate ai 3 ambiti di azione, ovverosia Ambiente, Ciclo idrico integrato ed Energia.
L’accordo, ricorda Irace, prevede «continuità occupazionale», riconoscimento dell’anzianità, applicazione dei contratti collettivi. E istituisce un «Tavolo permanente di relazioni industriali» con i sindacati.
Allo stato, da parte dell’azienda, non si ravvisano «condizioni per necessarie attività di competenza dell’Autorità». Ma assicura: «Qualora tali valutazioni si traducessero in atti negoziali, saranno trasmesse le comunicazioni previste».
ATO ha chiesto chiarimenti. Plures ha provato a rispondere che, per ora, non serve alcuna autorizzazione. La palla torna all’Autorità, che dovrà valutare se la riorganizzazione in Business Unit incida o meno sul contratto di concessione e richieda, quindi, un suo via libera formale.

