«Con una comunicazione odierna (6 agosto, ndr) – rende noto il consigliere Massimo Sabatini – il Responsabile Unico del Procedimento ha scritto nero su bianco una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Attualmente non è stata fatta alcuna presa in consegna anticipata, l’opera è in corso di completamento e in carico all’impresa”. È la conferma definitiva di ciò che sostenevo da settimane: il Ponte Caterina e Nadia Nencioni è stato aperto al pubblico senza che fossero stati rispettati i presupposti di legge. La legge prevede condizioni precise, verifiche tecniche dell’organo di collaudo e la redazione di un verbale formale prima che un’opera pubblica, non ancora collaudata, possa essere consegnata e aperta ai cittadini. Nulla di tutto questo è avvenuto».
«Oggi – riferisce il consigliere di minoranza – ho formalmente chiesto al Dirigente comunale competente l’annullamento in autotutela del provvedimento di apertura del 28 maggio scorso». E poi aggiunge un elemento utile: «Formalmente, a chiedere l’apertura del ponte è stata l’impresa costruttrice privata. Il provvedimento comunale ha persino inserito una clausola – a dir poco sibillina – secondo cui la responsabilità di valutare se procedere o meno all’apertura sarebbe rimasta in capo al costruttore stesso. Un’impostazione che definirei un escamotage contrario, prima ancora alla realtà che alla legge: il vero e unico interesse all’apertura anticipata era del Comune di Firenze, come dimostra, in modo che non ammette repliche, il fatto che la Sindaca abbia inaugurato il ponte con tanto di taglio del nastro, definendo pubblicamente l’evento come storico per la città».
«Non si può celebrare un’inaugurazione in pompa magna e poi sostenere che l’apertura fosse iniziativa del costruttore privato – riflette Sabatini –. Non si può caricare sul privato la responsabilità ultima di una scelta che era politica, istituzionale e pubblica in ogni suo aspetto».
Nel frattempo, ricorda Sabatini, «dopo molte insistenze» il ponte è stato chiuso per i fochi di San Giovanni del 24 giugno e, due mesi dopo l’inaugurazione, la Polizia Municipale «ha dovuto chiedere l’installazione di barriere fisiche agli accessi e nuova segnaletica». Misure, queste, eseguite il 3 agosto scorso. «Un ponte aperto in sicurezza, dunque, che ha richiesto interventi correttivi urgenti a distanza di settimane», riassume Sabatini.
Alla luce di ciò, ha chiesto la revoca del provvedimento. E, «in difetto di tempestivo riscontro», conclude Sabatini, «mi rivolgerò senza esitazione alle Autorità di vigilanza competenti, a partire dall’ANAC. I cittadini che ogni giorno attraversano quel ponte meritano certezza, non clausole di stile».

