Telecamere per multare sì, banche dati per aiutare i cittadini no. Palazzo Vecchio dice no all’incrocio dei dati e migliaia di fiorentini finiscono nel mirino delle sanzioni
È scaduta la moratoria e dal 1 Luglio 2026, per 53mila fiorentini la sosta sotto casa rischia di trasformarsi in una trappola da centinaia di euro di multe. Parliamo di residenti che hanno il pieno e legittimo diritto di parcheggiare nella propria zona, ma che da oggi vengono considerati “fuorilegge” solo perché non si sono registrati sul portale della Sas.
Una burocrazia inutile e vessatoria, dietro la quale si nasconde la precisa volontà politica di Palazzo Vecchio di non voler risolvere il problema alla radice. La cosa più grave è che questa situazione si sarebbe potuta evitare facilmente. La stessa Sas aveva chiesto al Comune di poter incrociare i dati della residenza con quelli del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Un’operazione di assoluto buon senso che avrebbe permesso all’amministrazione di verificare automaticamente chi ha davvero diritto alla sosta gratuita, evitando di sanzionare ingiustamente i cittadini ed eliminando la valanga di ricorsi che i fiorentini sono costretti a fare (vincendoli) davanti al Giudice di Pace e al Prefetto.
Ma Palazzo Vecchio ha detto incredibilmente di NO. Hanno preferito scaricare l’ennesimo adempimento digitale sulle spalle delle persone. E chi ne fa le spese? Ovviamente i cittadini meno digitalizzati, gli anziani, o semplicemente chi legittimamente rifiuta l’idea di dover comunicare al Comune dati che il Comune possiede già nei propri archivi dell’anagrafe.
Invece di usare i computer per semplificare la vita della gente, la digitalizzazione viene usata come un’arma di sanzione di massa. Sì, perché nel frattempo la tecnologia per fare cassa si trova sempre: sono già in azione quattro auto della Polizia Municipale dotate del sistema “Guardium”, telecamere capaci di scannerizzare le targhe a ripetizione e lanciare sanzioni a raffica senza nemmeno il bisogno che la pattuglia si fermi. Una vera e propria caccia all’uomo tecnologica contro i propri residenti, trattati come bancomat da spremere anziché come cittadini da tutelare. Semplificare la burocrazia incrociando i dati no, ma potenziare i controlli digitali per fare cassa sì: ecco le priorità di questa amministrazione.
