Cresce il malumore nei territori per la gestione Alia Plures e si registrano prese di posizione di vari primi cittadini. «Ci troviamo di fronte – dice il sindaco di Montemurlo Simone Calamai – a una mera “soluzione tampone” rispetto a un tema decisivo per il nostro territorio e per l’intera Regione Toscana, che meriterebbe ben altra programmazione strategica. La gestione dei rifiuti in Toscana richiede innovazione, una visione ad ampio respiro e la capacità di abbattere i costi per i cittadini. Questa delibera certifica invece che, fino ad oggi, nulla si è mosso sul fronte della realizzazione di nuovi impianti per l’indifferenziata».
«Il nostro – precisa il primo cittadino di Montemurlo – non è un “NO” ideologico agli impianti: crediamo fermamente nella tecnologia e nella ricerca applicate all’ambiente. Il tema centrale è il rispetto dei territori».
Il «punto più critico» e del tutto «inaccettabile» è, secondo Calamai, «il revamping dell’inceneritore di Montale per trattare più rifiuti: una scelta in palese difformità rispetto agli impegni presi negli anni passati. Il nostro territorio e la nostra comunità hanno già sostenuto un peso importante: far ricadere qui le conseguenze di una mancata programmazione regionale è ingiusto e incoerente».
Il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno e quello di Vaiano Francesca Vivarelli fancenti parte del patto ‘Acqua pubblica/No quotazione in borsa della multiutility’ hanno dichiarato che, essendo cambiato il «modello di sviluppo», anche la governance di Plures Alia «deve adeguarsi alla nuova stagione», restituendo ai Comuni «la piena capacità di indirizzo e controllo su una società interamente pubblica». I due sindaci della Valbisenzio «riconoscono il lavoro rigoroso svolto dall’Autorità di ambito nella verifica dei costi presentati dal gestore e nell’applicazione del metodo tariffario definito da Arera. L’attività istruttoria ha portato a non riconoscere circa 22 milioni di euro di costi ritenuti non adeguatamente documentati o non coerenti con il perimetro del servizio, riducendo così il loro impatto sulle tariffe».
Adesso, evidenziano Bongiorno e Vivarelli, «è necessario affrontare il problema alla radice: la leva tariffaria non può continuare ad essere la risposta a ogni incremento dei costi. Servono efficienza gestionale, investimenti mirati e un servizio all’altezza di quanto viene richiesto agli utenti».
«Il management attuale – proseguono – è stato individuato per accompagnare un progetto di sviluppo che oggi non esiste più. Plures Alia non può continuare a operare secondo logiche prevalentemente di mercato e di profitto: deve tornare a mettere al centro la tutela dei territori, la qualità del servizio e la sostenibilità delle tariffe. Per questo riteniamo necessario aprire una riflessione seria sul modello di governance e sulla guida della società». «La nostra posizione è chiara: gli investimenti devono essere programmati, concordati con i territori e realizzati», concludono.


