“Salviamo le Cascine”. Un flash mob contro la nuova cementificazione di Firenze e 4300 firme dei fiorentini

WhatsApp Image 2026-07-22 at 19.25.45

Condividi sui social

È andato in scena ieri il flash mob per salvare le Cascine dalla speculazione.

 

4.300 firme per salvare le Cascine e chiedere alla sindaco Funaro di fermarsi. È questo il “grido di battaglia” di Salviamo Firenze per viverci dopo il flash mob andato in scena ieri pomeriggio.

“A settembre – raccontano gli attivisti –  parte la terza fase della campagna Salviamo le Cascine e mercoledì 16 settembre si svolgerà una camminata intorno all’ex Ogr. Bisogna fermare la colata di cemento nell’area per restituire spazio alla città”.

Si è conclusa con una catena umana lungo le reti di via Michelucci la prima fase della campagna “Salviamo le Cascine” contro il progetto di oltre 42.000 metri quadrati di nuova edificazione previsto nell’area ex Ogr.

Sono circa 4.300 le cittadine e i cittadini che hanno firmato la petizione rivolta alla Sindaca di Firenze, al Presidente del Consiglio comunale e al Presidente del Quartiere 1 per chiedere di fermare il progetto e avviare un percorso completamente diverso: riportare quest’area nella disponibilità pubblica e destinarla a un utilizzo a cemento zero, integrato con il Parco delle Cascine (il link alla petizione). Le firme saranno consegnate ufficialmente al Comune nei prossimi giorni.

La proposta avanzata dalla petizione è chiara: recupero ambientale e sociale dell’area, riuso dei capannoni storici per funzioni culturali e associative, estensione attrezzata del parco, nuovi spazi verdi, servizi per i quartieri e un grande polo culturale pubblico.
Un obiettivo che richiede una scelta politica coraggiosa: il riacquisto dell’area da parte del Comune.

Durante il presidio è stata realizzata una catena umana con i partecipanti che indossavano il cartello “Io ho firmato”, mentre uno striscione lungo undici metri con la scritta “No alla colata di cemento alle Cascine” è stato esposto lungo il perimetro dell’area.

“Ma la raccolta firme – garantiscono gli attivisti – non rappresenta un punto di arrivo. Da settembre la a nostra campagna ripartirà per la sua terza fase, una grande campagna di ascolto dei bisogni e dei desideri della cittadinanza.”

 

Un momento del flash mob

Inizierà sabato 5 settembre, con banchetti, incontri, questionari, incontri pubblici e laboratori tematici, fino alla presentazione di una proposta civica da sottoporre all’Amministrazione comunale. E coinvolgerà chi ha firmato e chi vorrà aggiungersi a questa sfida stupenda: pensare insieme 8 ettari senza cemento.

Mercoledì 16 settembre la cittadinanza viene invitata a una camminata e una biciclettata intorno a quest’area che deve tornare alla città.
L’obiettivo è quindi costruire una proposta concreta e condivisa per il futuro dell’ex OGR.

“La sindaca su questo progetto come su altri – dichiara Massimo Torelli si è arroccata, non apre nessun confronto, è in uno stato di belligeranza permanente verso la cittadinanza che chiede un cambio di rotta nella gestione della città.
Così non va bene e le ultime vicende – Montedomini- dovrebbero rendere evidente che un cambio di rotta è assolutamente necessario.”

“Noi immaginiamo alberi, verde, cultura, sport, servizi e spazi pubblici. La Giunta continua invece a immaginare altro cemento e nuove funzioni di lusso”, aggiunge Francesco Torrigiani. “Stiamo vivendo una delle estati più calde mai registrate, e le prossime saranno peggio: continuare a impermeabilizzare il suolo e aumentare le isole di calore è una scelta che va nella direzione opposta rispetto agli interessi della città.”

“L’area ex OGR rappresenta uno dei grandi snodi del futuro di Firenze”, conclude il Professor Roberto Budini Gattai. “Può diventare l’ennesima operazione immobiliare oppure un grande progetto pubblico capace di restituire verde, cultura e qualità urbana. Noi lavoreremo perché prevalga questa seconda possibilità”.