San Jacopino, nuova ondata di spaccate: 6 auto depredate. La rabbia di una cittadina: «Rubano a noi poveri»

Auto spaccate a raffica in via Paisiello

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Risveglio amaro per i residenti di San Jacopino. Almeno 6 auto sono state con vetri rotti e interno depredato.

 

Torna l’incubo delle spaccate nel quartiere. Le vie prese di mira sono: Via Rossini, Via Cimarosa, Via B. Marcello, Via Spontini e Ponte all’Asse. Al momento sono almeno 6 le segnalazioni di vetri rotti e oggetti trafugati.

«I beni dei cittadini sono costantemente presi di mira da balordi nel quartiere, con tanti danni», dichiara Simone Gianfaldoni, presidente del Comitato Cittadini Attivi San Jacopino. «E nessuno fa nulla per fermare questi balordi che girano indisturbati per le vie del quartiere. Uno San Jacopino il far west è poco… Si parla tanto di “Sicurezza”, tante belle parole e zero fatti. Peggio ancora: i cittadini vengono sbeffeggiati dalle istituzioni. Quelle che devono dare risposte ai loro abitanti».

A raccontare l’accaduto anche una cittadina esasperata che questa mattina in Via Rossini ha trovato la propria auto devastata: «La cosa più triste, per me, è che hanno rovistato per cercare solo i rimasugli di quella povertà che ci ha preso ormai. Che ci costringe a stare in casa e casomai fare solo piccole gite quotidiane. Ora nemmeno più quelle. Cosa cercate? Cosa volete da noi? Potevano almeno rispettare i piccoli brandelli di una vita onesta. Io lavoro da oltre vent’anni. Quale motivo c’è per rompere le cose degli altri, rovistare nelle cose degli altri, sfasciare la vita di povere persone oneste che guadagnano 1500 € al mese e non riescono neanche ad andare in vacanza?».

Per Gianfaldoni ora servono risposte concrete dalle istituzioni: «Forse le istituzioni e tutto il governo cittadino, dal Prefetto in giù, devono dare risposte.
È vero che leggi come la Cartabia premiano questi sciacalli che agiscono anche in pieno giorno e finiscono per castigare i cittadini onesti, ma questo non significa non dare più risposte per questi reati, anche se minori e depenalizzati. Alla fine i cittadini si difenderanno da soli», conclude Gianfaldoni.