L’indignazione si è diffusa fin dalle prime ore della mattina, quando molti fiorentini hanno letto l’intervista rilasciata dalla sindaca Sara Funaro sulle pagine nazionali di un noto quotidiano.
Alla nostra redazione sono arrivati numerosi messaggi e anche sui social si sono moltiplicate le prese di posizione. C’è chi ha scritto senza mezzi termini: «Come si fa a dire tante bischerate tutte insieme?».
Altri hanno rivolto le proprie critiche al giornalista autore dell’intervista, identificato soltanto con le iniziali A.G., mentre sui social i commenti sono stati in alcuni casi dai toni molto accesi.
Al di là delle espressioni utilizzate, il sentimento prevalente è quello di cittadini che si sentono poco rappresentati dalla descrizione della città fatta nell’intervista.
In molti si chiedono se la sindaca creda davvero a quanto affermato oppure se abbia una percezione diversa della situazione, magari perché alcune criticità non le vengono adeguatamente rappresentate dagli uffici comunali.
Una percezione che, secondo molti lettori, contrasta con le difficoltà quotidiane vissute da chi abita a Firenze, nonostante alcuni sondaggi collochino la sindaca tra le più apprezzate d’Italia.
La prima domanda riguarda l’ondata di calore e le previsioni che indicano temperature fino a 40 gradi. La sindaca risponde che «Firenze è sempre stata fra le città più calde» e, tra le iniziative messe in campo per affrontare l’emergenza, annuncia: «Tra poco andrò a far visita agli inquilini delle case popolari».
Una risposta che ha suscitato perplessità. Se Firenze è da sempre una delle città più calde d’Italia, osservano alcuni cittadini, perché l’amministrazione ha annunciato e continua a investire in interventi straordinari per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici? E soprattutto, quale relazione c’è tra la domanda sulle misure adottate contro il caldo e la visita agli inquilini delle case popolari? «Va personalmente a installare condizionatori o a distribuire ventagli?», ironizza qualcuno.
Anche sul tema dei centri estivi non mancano le critiche. Alcuni cittadini ricordano che molte attività si svolgono in scuole-fornaci prive di impianti di climatizzazione e, in alcuni casi, persino di ventilatori.
Quanto alle giornate in piscina, spesso previste una sola volta alla settimana, il problema è anche trovare strutture disponibili.
Emblematico il caso della piscina dedicata ai più piccoli dell’impianto Costoli, la principale piscina ricreativa di Firenze, chiusa almeno fino al 28 luglio per lavori. Un intervento da circa 200 mila euro, avviato nel settembre 2025 e che, secondo il cronoprogramma iniziale, avrebbe dovuto concludersi nel gennaio 2026.
Infine, torna al centro del dibattito il tema dei cosiddetti «rifugi climatici». Come già evidenziato in un articolo specifico, diversi cittadini contestano che non possano essere definiti tali dei semplici giardini pubblici contrassegnati da un cartello. Secondo le linee guida europee, infatti, un rifugio climatico dovrebbe possedere caratteristiche specifiche in termini di ombreggiamento, accessibilità, disponibilità di acqua e capacità di offrire un reale sollievo dalle alte temperature.
Per molti fiorentini, le aree individuate dal Comune non rispondono ancora pienamente a questi requisiti. E c’è già chi invita a verificarlo di persona mercoledì pomeriggio, quando le temperature potrebbero raggiungere i 40 gradi.


