Il segretario nazionale FLMUniti-CUB era stato licenziato il 13 maggio. Il sindacato: «Atti strumentali per impedire l’azione sindacale».
Nuova contestazione disciplinare da parte di Tim nei confronti di Simone Vivoli, segretario nazionale della FLMUniti-CUB, licenziato lo scorso 13 maggio. Secondo quanto ricostruito nel comunicato del sindacato, i fatti contestati in precedenza riguardavano «8 comunicazioni email di poche parole in un arco temporale di 3 mesi», in particolare «l’uso della email aziendale per promuovere azioni legali da parte di ex dipendenti in contrasto con gli interessi dell’azienda».
Ora, a distanza di oltre due mesi e mezzo dal licenziamento, quando il lavoratore «non ha più accesso alla posta elettronica», Tim è andata oltre: contesta sempre l’uso della mail aziendale per promuovere azioni legali da parte di ex dipendenti, ma estendendo il periodo a «un anno intero».
«Questa volta con un accesso diretto alla posta elettronica del lavoratore. E allegando solamente un generico elenco delle email, ma non il contenuto delle stesse», scrive la FLMU-CUB, che solleva «evidenti dubbi sulla regolarità di una tale contestazione».
Per il sindacato non ci sarebbe stato alcun danno alla produzione: «Da lui non è stato – eventualmente – sottratto tempo all’attività lavorativa, prova ne sia il fatto che non risulta alcuna evidenza in tal senso da parte dei suoi responsabili diretti». Inoltre, precisa il comunicato, «le eventuali email non hanno alcun rapporto con l’attività svolta da Vivoli in Tim pertanto non sono rilevabili conflitti con il rapporto di lavoro e con gli interessi della società».
L’attività, prosegue la nota, «si è sempre svolta nell’ambito dei diritti sindacali esercitati – in qualità di segretario nazionale della FLMUniti-CUB – e senza intralciare la produttività».
«Siamo in presenza di un accanimento nei confronti di Simone Vivoli già licenziato: si tratta in sostanza di atti strumentali ad impedire l’azione sindacale a tutela dei tanti lavoratori Tim e Fibercop che – sempre più in questi mesi – si stanno attivando per recuperare diritti lesi e quote consistenti di salario rivolgendosi al sindacato di base».
La FLMU-CUB annuncia battaglia: «L’arroganza aziendale, che si era già palesata in sede di confronto ministeriale lo scorso 14 luglio, troverà l’opposizione da parte dei sindacati e dei lavoratori per il reintegro al lavoro di Simone Vivoli». «Indipendentemente dall’esito della nuova contestazione la FLMUniti-CUB – unitamente alle organizzazioni sindacali Snater, Cobas e Cisal Comunicazioni – proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori iniziative sindacali e legali», conclude il comunicato, invitando «tutti alla partecipazione».

