Dalla carenza di cestini ai cassonetti sigillati, a Firenze la gestione dei rifiuti non è più strutturalmente in grado di reggere l’impatto di residenti e turisti
Di Paolo Ermini
Come facciano i responsabili di Alia a mantenere il proprio posto e’ un mistero, poco gaudioso. Firenze è sporca. Sempre più sporca. E niente si fa, o si sperimenta, per ripristinare un minimo di dignità urbana nelle strade o nelle piazze. Eppure non servirebbe essere dei geni per capire che il servizio non può restare così come è stato pensato anni fa.
Ogni giorno la città accoglie un numero impressionante di turisti e Alia insieme con il Comune ancora non si e’ premurata neppure di moltiplicare i cestini, ad esempio piazzandone almeno uno a ogni fermata dei bus. Cestini pochi, dunque, e spesso traboccanti di immondizia. Anche al mattino, anche nelle zone della movida, dopo le notti dello sballo e delle giratine con il bicchiere in mano.
Poi si assiste alle pensate più assurde. Guardate la foto. Qualche giorno fa un dipendente della società e’ arrivato in via Sant’Agostino e ha sigillato tutti i cassonetti. E la strada in breve tempo è diventata una discarica. Sacchi neri a go-go sul marciapiedi. Passerà una manifestazione, hanno pensato i residenti. E invece no. Non è successo nulla e dopo alcune ore sono venuti per liberare i cassonetti dai bavagli di plastica, lasciando però i sacchi di spazzatura dove li avevan trovati.
Ma chi comanda ad Alia? E in Palazzo Vecchio, chi vigila sul servizio fornito da Alia? Cara sindaca Funaro, per lei è suonata un’altra sveglia
