Vince la lotta per Le Civette: ritirati i licenziamenti, rimandata la chiusura. Il lusso «si divora un isolato», e i topi…un immobile di Montedomini. La Firenze sui giornali di giovedì 8 ottobre

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Sei mesi di proroga per la chiusura per la RSA Le Civette e ritiro dei 26 licenziamenti: questo il primo risultato ottenuto dalla lotta dei parenti degli ospiti e dei lavoratori della struttura, una vittoria certo temporanea, come si premura di specificare Il Tirreno Firenze, ma che dà a costoro nove mesi di tempo «per trovare una soluzione definitiva», spiega La Repubblica Firenze. Alla luce di ciò, appare decisamente comica la tesi espressa, in un’intervista rilasciata a quest’ultima, dal nuovo commissario fiorentino di Fratelli d’Italia, per il quale dovrebbero essere i comitati a «inseguire» i partiti e non viceversa (Dio solo, o chi per lui, sa che concetto di democrazia hanno gli ex missini), soprattutto per la contraddizione tra il desiderio esplicitato di «vedere FdI condurre la battaglia contro la tranvia» ma difendendola apertamente nella realtà di Novoli. Il suo collega di partito Alessandro Draghi, nel frattempo, propone l’istituzione di un CPR vicino a Sollicciano; dalla maggioranza gli rispondono ribadendo contrarietà alla costruzione di «veri e propri luoghi disumani di detenzione», virgoletta La Nazione Firenze, come se il carcere di cui sono state chiuse sette sezioni non lo fosse. E la discussione continua a dilatarsi. Più tempo ci sarà anche, apprendiamo da un trafiletto del Corriere Fiorentino, per gli operai dell’ex GKN: l’avviso per le manifestazioni di interesse al rilevamento dello stabile si estende al 15 gennaio. Un’altra lotta che paga è quella delle associazioni no profit per l’ex convento dei Barnabiti: per ora, però, le «prime risposte» non chiariscono i criteri di permesso per le attività a pagamento della futura gestione, limitandosi a una comunicazione formale di deposito degli «esiti della call for ideas» e di come la manutenzione straordinaria spetti al gestore e le attività generali debbano essere prevalentemente gratuite. Senza nessun confronto, invece, il Four Seasons ha allungato i tentacoli delle sue società su «un intero isolato» comprendente Borgo Pinti, via Giusti, via Capponi e viale Matteotti acquisendo 43 immobili per farne «una cittadella di lusso». Nell’ex convento di Sant’Agnese, al contrario, i residenti hanno segnalato l’esistenza di una colonia di topi che ha iniziato a espandersi verso altri palazzi in via Guelfa: si tratta, secondo il Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, di una proprietà dell’ASP Montedomini abbandonata all’incuria da tredici anni. Al contempo, su La Nazione Firenze leggiamo di una famiglia di autisti di AT con tre figli a carico più i cani, che adesso cerca casa in seguito alla scadenza dell’affitto ma non vuole spendere più di 850€ al mese. «Odissea» è il termine giusto per qualificare la loro impresa, specialmente dopo aver trovato seminterrati a 900. A corredo, un articolo che, a partire dai dati IRPET, rivela come sempre più fiorentini stiano fuggendo nelle campagne e nella provincia, soprattutto alla Rufina, alla Ronta e a Borgo San Lorenzo, dove ancora si possono trovare bilocali a 600€ mensili. In città, infatti, la media è ormai di «uno sfratto ogni due giorni», «tre a settimana»: il Corriere Fiorentino cita oggi i dati del SUNIA, che ci avvicinano sempre più alla terribile situazione abitativa spagnola nonostante abbiamo 30.000 appartamenti sfitti. Se ne vanno del pari tanti sanitari, denuncia l’ANAAO AssoMed Toscana ripreso da La Nazione Firenze, ma…per le denunce. La pressione giudiziaria, spesso comunque senza conseguenze, è un fattore che influenza il desiderio di rinuncia già del 60% degli operatori, i quali si trovano spesso e volentieri a lavorare in condizioni di degrado sempre crescente. È il caso non solo di Careggi, come abbiamo visto ieri, ma anche di Torregalli, dove identico è lo stato di cose: «Senzatetto nei corridoi e sicurezza assente», affermano i sindacati, «la stessa situazione dell’anno scorso». Non è quindi cambiato nulla dopo la loro protesta, come neanche dopo quella degli autisti degli autobus, dimessisi oltretutto già in 50, dal momento che La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze devono riportare l’ennesima aggressione a insulti e sputi contro una di questi, in via Nazionale, da parte di un uomo a bordo di un monopattino elettrico. La richiesta è ora quella di installare «subito cabine isolate e allarmi». Senza personale è parimenti l’ARPAT, che ha visto calare il proprio organico del 20% «negli ultimi anni» e dovendo lavorare con «strumenti inadeguati», le dà voce La Repubblica Firenze. Siamo quindi di fronte a una “democrazia” che non ascolta, ad “amici dei lavoratori” che non tutelano i lavoratori e a una “giunta green” che si disinteressa delle istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente. Non parliamo poi dei giovani e dei bambini: la nuova “Calvino” vede salire i costi dei suoi lavori dagli 8.900.000€ del 2023 ai 10.300.000 di oggi, senza nemmeno sapere se effettivamente riaprirà a gennaio (Il Tirreno Firenze); sul caso Kata si va verso l’archiviazione per le indagini a carico dei due zii, perché i legali dei genitori della piccola, annuncia La Nazione Firenze, non impugneranno la richiesta della Procura. La politica è ancora concentrata sull’aeroporto di Peretola, dove la sezione Campi-Le Signe di Sinistra Italiana incalza il PD sulle sue spaccature interne riguardo all’ampliamento. Ma l’unica cosa che pare ampliarsi è la voragine sotto i suoi piedi. (JCM)

 

In copertina: Wikimedia Commons