Vandalismo sui ponti storici: una crew in cerca di visibilità firma la propria pochezza sul Ponte alle Grazie
Il vandalismo nella #firenzeplurale non si arresta e colpisce sempre più in alto. Il tag “639”, firma di una delle crew più attive e persistenti in città da oltre dieci anni, stamattina è arrivato su uno dei ponti storici più importanti di Firenze: il Ponte alle Grazie.
Le immagini allegate mostrano chiaramente una grande scritta realizzata con vernice bianca sul pilone in pietra del ponte, visibile dal livello dell’Arno. Un atto che rappresenta un ulteriore livello di gravità in una escalation di imbrattamenti che da tempo colpisce palazzi storici, saracinesche, arredi urbani, mezzi pubblici e ora anche le strutture monumentali sul fiume. Quello che un tempo veniva minimizzato come “ragazzate” si è trasformato in azioni organizzate, quasi quotidiane, che interessano ogni quartiere della città. Il gruppo “639” non è l’unico attivo, ma resta tra i più prolifici e riconoscibili. Negli ultimi mesi le scritte sono aumentate in modo significativo, arrivando a deturpare anche luoghi di grande valore storico e paesaggistico come i ponti sull’Arno.
I danni sono sia materiali che d’immagine. La rimozione di graffiti da superfici storiche in pietra richiede interventi specialistici costosi, a carico dei contribuenti. Quando si tratta di monumenti come il Ponte alle Grazie, il danno al patrimonio UNESCO e all’attrattività turistica è ancora più grave.
I volontari degli Angeli del Bello continuano a lavorare con impegno per cancellare queste brutture, ma il ritmo degli imbrattamenti ha ormai superato la capacità di risposta. Molti cittadini denunciano l’inerzia dell’amministrazione comunale: nonostante le ripetute segnalazioni, l’azione di identificazione e contrasto dei writers seriali appare ancora insufficiente.
L’articolo 639 del Codice Penale (deturpamento e imbrattamento di cose altrui), specialmente nella forma aggravata per beni di interesse storico-artistico, prevede sanzioni fino a un anno di reclusione e multe fino a 3.000 euro, ma l’applicazione concreta rimane limitata.
La lotta al degrado urbano è una lotta per l’identità stessa della città. Ignorarla significa arrendersi al declino, cosa che appare ormai essere diventata prassi nella Firenze dell’era Funaro.

