Addio anche al Panificio Santini. Nella grande incognita dei lavori, gli Uffizi vanno più a destra di Schmidt, ma senza fiorentini. La Firenze sui giornali di lunedì 8 giugno

GERMOGLI PH: 19 GENNAIO 2023 FIRENZE MUSEO DEGLI UFFIZI USCITA CANTIERE IMPALCATURE LAVORI TURISTI TURISMO

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L’età e le spese hanno mietuto una nuova vittima, stavolta in quel di Gavinana: il Panificio Santini si aggiunge alla lunga e triste lista di attività storiche che, nella nostra città, non solleveranno più il bandone. Non si è mai ripreso, infatti, il forno della famiglia che gli ha dato il nome dalla botta del Covid e sarà quindi praticamente impossibile trovare ancora cornetti fatti a mano e non scongelati, un particolare che emerge sull’articolo dedicato da La Repubblica Firenze. Su quest’ultima leggiamo anche della crisi del progetto delle case di comunità, nel quale tuttavia «la Toscana va avanti» ma ben lontana dall’obiettivo delle 159 strutture che la Regione dovrebbe aprire per l’AGENAS: ne mancano, secondo i dati più aggiornati, cento, e sono finanziate, manco a dirlo, col PNRR, coi fondi del quale, però, non si supereranno le 70. Nel caos degli scioperi, che travolgeranno per tutto il mese la ristorazione dei treni, i voli e il trasporto locale, dei quali dà conto Il Roma menzionando in chiusura anche Autolinee Toscane, il Flog, il Viper e il progetto della tranvia di Campo di Marte, segnala La Nazione Firenze, restano sospesi per l’incognita dei lavori: nei primi due locali non sono ancora partite le ristrutturazioni, il che ha fatto già perdere loro tutta la stagione estiva, mentre le discussioni sulla terza si arenano sul «nodo del sottopasso» delle Cure, già vincolato all’irrealistica idea di «non ingolfare il traffico» e al poco verosimile studio dei «cantieri anti caos». Già deciso, invece, il nuovo consiglio d’amministrazione degli Uffizi, composto da figure come Alessandro Campi (docente perugino e studioso di Giovanni Gentile, storico consigliere di Gianfranco Fini ai tempi di AN ed ex direttore scientifico della rivista di destra Fare Futuro), Carlo Deodato (segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, critico verso l’ideologia LGBT), Stefano Mugnai (aretino, ex deputato e consigliere regionale nonché dirigente di Forza Italia) e Carmen Bambach (italo-americana «molto legata» alla sezione fiorentina della Harvard University), tutti scelti, direttamente o indirettamente, dal ministro Giuli per la stagione 2026-2031, spiega anche qui La Repubblica Firenze. In difficoltà, quindi, i dirigenti in carica, tra cui il direttore Simone Verde, non in ottimi rapporti con Giuli e già finito al centro dello scandalo dell’hackeraggio dei sistemi del museo, ma anche membri del comitato scientifico prossimamente uscente come Tomaso Montanari e Fabrizio Moretti. Potrebbe non essere un fenomeno così negativo. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli