Un cartellone spento da mesi e una città eternamente in coda: l’assurda parabola della Firenze “smart”

cartellone viale strozzi

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Da troppi mesi il pannello dei posti liberi in Viale Strozzi è spento. In una città paralizzata dai cantieri, nessuno lo ripara — mentre Palazzo Vecchio spende 139mila euro per un super-consulente alla mobilità che ancora non si è visto nè sentito

 

In Viale Filippo Strozzi, all’angolo con la Fortezza da Basso c’è un cartellone elettronico che dovrebbe indicare quanti posti restano nei parcheggi del centro. È spento da circa un anno: lo constatiamo direttamente, ogni volta che ci passiamo davanti.

Non è un pannello generico di viabilità: è un display dedicato, di quelli che indicano in tempo reale quanti stalli restano liberi nelle strutture del centro. E l’informazione, a monte, esiste: i dati sull’occupazione li produce Firenze Parcheggi S.p.A. e li riversa nella sua app, sul sito fipark.com e perfino negli open data del Comune. La materia prima c’è. È il pannello in strada che non la mostra più: non da qualche mese, ma da circa un anno. Chiediamo, con questo articolo, al Comune, a Firenze Parcheggi e a chiunque abbia il compito di tenerlo acceso: perché, in tutto questo tempo, nessuno l’ha ancora rimesso in funzione?

Il parcheggio sotto la Fortezza — 521 posti, gestito da Firenze Parcheggi — è uno degli approdi naturali per chi punta al centro da nord. Il cartello serve a dirti, prima dell’imbuto di Viale Lavagnini, se vale la pena infilarti lì o reindirizzarti verso il Parterre, Mercato Centrale, Sant’Ambrogio o altri parcheggi. Tolta quell’informazione, l’automobilista scopre il “completo” solo all’ingresso, fa inversione e ricomincia a girare. In una città normale è una scocciatura. Nella Firenze del 2026 è benzina sul fuoco.

Da metà aprile la cantierizzazione della tramvia Libertà–Bagno a Ripoli è entrata nella fase più dura sui viali: secondo l’indice TomTom Traffic, nel picco di martedì 21 aprile la congestione cittadina ha toccato il 110% (contro il 61% di una giornata normale), con velocità medie scese a 15 km/h. La stessa sindaca Sara Funaro ha ammesso che “la situazione è critica”, ricordando “un monitoraggio attraverso la nostra Smart City Control Room”. Se la control room sorveglia i viali, forse il cartello dei parcheggi è sotto un’altra giurisdizione?

Stefano Ciurnelli, ingegnere perugino dei trasporti, è entrato in servizio come super-consulente per la mobilità il 17 settembre 2025: incarico di un anno — oggi prossimo alla scadenza — e compenso di 139mila euro che le opposizioni hanno fin da subito bollato come spesa inutile. Il suo mandato, ovviamente, non è riparare cartelli. Ma è possibile che una città che trova 139mila euro per affidare il nodo mobilità a un consulente esterno, e che declina la parola “smart” a ogni delibera, non riesca a spenderne una frazione per la cosa più elementare: rimettere in funzione un cartello di prima necessità?

In attesa di risposte, chi arriva da nord continuerà a scoprire all’ingresso della Fortezza se c’è posto. Alla vecchia maniera. Girando.