Tanti che ci sono da sempre e anche tanti lettori che si sono uniti nell’ultimo anno di attività, grazie ai temi trattati, al rigore di analisi di La Firenze che vorrei, alla volontà di allargare e fare sintesi.
Un successo, per certi versi inaspettato, l’assemblea di sabato 13 giugno de La Firenze che vorrei a Il Fuligno presso Montedomini. Pubblico e contenuti di qualità. Tanti spunti e nuovi obiettivi.
Il direttore Lorenzo Somigli ha aperto i lavori ripercorrendo le tappe dello sviluppo del giornale, sottolineando che non è stato facile ma è stato possibile grazie a un lavoro preciso e al supporto economico di sponsor e lettori. Tra i temi portati avanti dal giornale la crisi dell’urbanistica a Firenze e il caso della multiutility (merito anche dell’asse Firenze-Prato), che continuerà a essere analizzato. Somigli ha rinnovato la disponibilità del giornale a fare accessi agli atti e domande al potere per conto dei cittadini e ha detto, inoltre, che le inchieste del giornale vengono lette con attenzione anche dalle Forze dell’Ordine.
Jean-Claude Martini, che cura la gustosa e croccante rassegna stampa mattutina con la quale si ribalta l’altrimenti onnipresente narrazione di regime, ha ripercorso vari fatti di cronaca che testimoniano il decadimento della città, evidenziando «il legame tra degrado e deindustrializzazione».
Ad arricchire il dibattito gli interventi di Gianni Bonini (già Delegato per l’Italia nel Governing Board del CIHEAM), che ha messo in luce il modello di gestione della città basato sul caos, sull’immiserimento della popolazione e sul panem et circenses, e Francesco Borgognoni, la cui raccolta di scritti Scripta volant, verba manent è stata distribuita ieri ai lettori che hanno scelto di contribuire all’associazione che edita il giornale con una donazione.
Spazio ai comitati con Silvia Pedoni, che ha ripercorso le azioni fatte per i cittadini di San Frediano su vari fronti (voragine, Rsa di lusso, cinema Eolo, ex Chiesa dei Barnabiti), e Giovanni Mariotti, referente di Arcadinoè, che nei mesi scorsi ha presentato il Manifesto dei Diritti degli Alluvionati. «Il post alluvione – ha detto Mariotti – è peggio dell’alluvione. I 5000 euro non sono ancora arrivati». Il Comitato Arcadinoè è stato anche audito, come spiegato da Mariotti, dalla Commissione d’inchiesta parlamentare. Proprio per questo, La Firenze che vorrei continuerà a seguire e supportare sempre gli alluvionati toscani.
Presenti Francesca Marrazza di Ribella Firenze, instancabile e sempre dalla parte dei cittadini. Elogiato da tutti, è intervenuto il battagliero Massimo Sabatini, protagonista di tante azioni su urbanistica e lavori pubblici (cubo nero e stadio comunale Artemio Frankenstein), preannunciando battaglia sul Podere Colombaia. Sabatini ha anche elogiato l’«obiettività» del giornale. Tra i vari collaboratori della redazione presenti: Nadia Fondelli (che sta conducendo importanti inchieste), Lorenzo Sibilla (specializzato in arte), Roberto Vedovi (indispensabile anche il suo lavoro con il gruppo Abusivismo e degrado).
Tra il pubblico l’ex senatore Carlo Costalli (già presidente del Movimento Cristiano dei Lavoratori), Franco Banchi, autore e già consigliere regionale, e Manola Aiazzi, combattiva consigliere a Sesto Fiorentino. C’è vita anche a Sestograd? Pare di sì a vedere il risultato di Via Nova. È intervenuto anche Daniele Brunori, già candidato sindaco ed eletto vicepresidente del consiglio comunale, che è tornato sul tema, sollevato in campagna elettorale, della tramvia e del legame “necessario” con l’ampliamento dell’aeroporto.
Apprezzatissimo intervento finale di Zhang Xiao, del Consolato della Repubblica Popolare Cinese, che ha rimarcato gli sforzi per la mutua conoscenza, anche grazie al giornale – elogiato per aver scritto del rapporto tra Firenze e Ningbo -, per la cooperazione e per la legalità.
Un ringraziamento a tutti i presenti, a Il Fuligno, a tutti i collaboratori. Viva La Firenze che vorrei!
