Chiuse 7 sezioni di Sollicciano, ma il problema non è risolto. Scontro Giani-sindaci sui biglietti del bus. La Russa jr.: «I cantieri? Un piccolo fastidio». La Firenze sui giornali di mercoledì 17 giugno

Principio d'incendio nel carcere fiorentino di Sollicciano

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Dopo una lunga lotta condotta da associazioni come Antigone, Altrodiritto e Pantagruel e altri e le tante denunce che l’hanno accompagnata, con un’occasionale sponda politica e sindacale, sette sezioni del carcere di Sollicciano sono state infine sequestrate per le terribili condizioni igienico-sanitarie che anche su questo giornale abbiamo documentato. I detenuti ivi alloggiati, circa 240 (ma La Nazione Firenze parla di 216 e il Corriere Fiorentino di 230), sono già stati trasferiti, ma permane il pericolo che «vadano a sovraffollare un altro istituto», mentre si è aperta un’inchiesta, ancora senza indagati, nata «dai reclami dei detenuti su infiltrazioni, muffa, intonaci scrostati, cimici e impianti carenti». La polemica coinvolge anche i milioni in investimenti promessi dall’ex ministro della Giustizia ai tempi di Draghi, Marta Cartabia, e dal sottosegretario Delmastro, ma mai effettuati, mentre i sindacati e le associazioni di volontari chiedono «risposte immediate» e la sindachessa Funaro ha dovuto ammettere la «situazione oltre il limite». Il garante Fanfani invoca la distruzione e ricostruzione della struttura, asserendo di non aver «mai visto un fatto simile». Ne hanno parlato in dettaglio La Repubblica Firenze, i già citati Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, ma anche La Provincia e Il Tirreno Firenze. Non che fuori, tuttavia, lo stato di cose sia migliore: tra «erba alta, topi e bivacchi notturni» l’alveo del Rimaggio, nel percorso tra piazza Ginori e via I Settembre, viene definito «una giungla»: naturalmente insufficienti le due (2) trappole per topi fatte mettere da Alia, come hanno denunciato i residenti a La Nazione Firenze. Ma una copertura mediatica simile, seppur non identica, a quella dedicata ai fatti di Sollicciano l’ha ricevuta la polemica sempre più aspra tra Giani e i sindaci sul rincaro dei biglietti: una misura che ha scontentato tutti, dagli alleati come AVS fino a una consistente parte del PD stesso, con la Prato del redivivo Biffoni in testa a rifiutare categoricamente l’assurda proposta del governatore di allocare 30 milioni, da parte delle amministrazioni locali, per poter rivedere tali rialzi. Giustamente gli è stato fatto notare che non è onere loro e si chiede quel confronto che avrebbe dovuto esserci a monte e che invece, affermano i sindaci, non c’è stato. Contraria anche la “nostra” Funaro, a quanto apprendiamo dal Corriere Fiorentino, che di tutto ciò ha dato notizia in compagnia di Repubblica Firenze (che riporta lo scandaloso aumento dell’8% dei prezzi degli abbonamenti che si configura) e La Nazione Firenze, citando inoltre le preoccupazione dei primi cittadini di Greve in Chianti e Barberino nel Mugello per le ricadute su pendolari e studenti, essendo le casse istituzionali peraltro non sufficientemente pingui da permettere lo stanziamento di certe cifre. Analoga solidarietà La Repubblica Firenze ha riportato a beneficio degli infermieri da parte dei medici circa lo sciopero nelle sale operatorie, contro gli attacchi dell’ASL Toscana Centro esortata ad «assumersi le proprie responsabilità anziché cullarsi sulla narrazione populista dei disagi prodotti dai sindacati». Sminuiti dal presidente dell’ACI, figlio del numero uno del Senato Ignazio La Russa, quelli provocati dai cantieri, che peraltro interesseranno fino a fine agosto anche viale Europa, come annuncia il Corriere Fiorentino; un «piccolo fastidio» (La Nazione Firenze) per lui onde arrivare a Palazzo Medici Riccardi, ma che a chi deve lavorare per vivere e guadagna molto meno di lui ha già prodotto un dimezzamento degli introiti. E mentre altri Comuni, tra Scandicci, Mugello e Chianti, si muovono per mettere un paletto agli affitti brevi sull’esempio di Firenze città, a Palazzo Vecchio i consiglieri Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Del Re (Firenze Democratica) fanno fuoco congiunto su Alia rispettivamente per il «conflitto istituzionale» in cui il Comune è socio di maggioranza e la vicesindachessa è anche presidente di ATO, e per i continui ritardi nella realizzazione degli impianti dei rifiuti nonostante gli «investimenti quasi raddoppiati rispetto alle previsioni» e il +12.6% della TARI tra il 2023 e il 2025, sintetizza Il Tirreno Firenze. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli